Il Fatto attacca la «macabra propaganda» europeista sulla morte di Antonio Megalizzi

Il Fatto Quotidiano contro la «macabra propaganda» dei media sulla morte di Antonio Megalizzi, il giovane giornalista italiano, europeista convinto, tra le vittime della strage di Strasburgo. Il giornale diretto da Marco Travaglio ospita oggi un commento che critica senza mezze misure i messaggi che organi di stampa e leader politici hanno lanciato dopo la scomparsa del 28enne per mano di un terrorista islamista.

Il Fatto e la «macabra euroretorica» sulla morte di Megalizzi

Scrive Daniela Ranieri parlando del giovane e delle reazioni alla sua morte: «Lavorava per una radio di studenti europei e cercava legittimamente il suo spazio nel mondo in armonia con le sue convinzioni politiche. Questo ha fatto sentire autorizzato il medium unico a mettere una bandiera sulla bara del povero ragazzo, trasformato in un santino del ‘sogno europeo’, in un crescendo di retorica che si fatica a distinguere dalla propaganda».

E ancora: «Sembrerebbe che Antonio sia stato ammazzato per le sue idee. Il fatto che si trovasse a Strasburgo aveva certo a che fare con le sue passioni, ma è pensiero magico, o malafede, trasformare questa casualità in un peana dell’europeismo. Oltre a Antonio sono rimasti uccisi un francese, un thailandese e un afghano musulmano».

 

 

 

Nell’articolo sul Fatto vengono citati articoli di Repubblica, e tweet di Emma Bonino e Matteo Renzi. «Questo sentimentalismo opportunista – di chiede concludendo Ranieri – è l’essenza stessa del cinismo? Se fosse morto un giovane non Erasmus, salviniano o grillino, la sua morte, presso le élite piangenti, sarebbe stata più accettabile? Purtroppo, conosciamo già la risposta)».

(Foto di copertina tratta dal profilo Facebook di Antonio Megalizzi)

Share this article