Alla fine Donald Trump ha condannato le stragi di Daytona e El Paso: «Crimini contro l’umanità»

di Gaia Mellone | 05/08/2019

  • Donald Trump aveva inizialmente incolpato le fake news per quanto accaduto a Daytona e El Paso

  • Durante la conferenza stampa ha definito quanto accaduto «crimine contro l'umanità»

  • Il presidente al lavoro per una legge che preveda pena di morte per crimini d'odio e stragi di massa

Dopo aver cinguettato che a fomentare i killer di Daytona e El Paso erano state le fake news, Donald Trump ha condannato senza se e senza ma i tragici eventi che hanno risollevato negli Usa il problema delle armi. Ha definito quanto accaduto nelle due città «crimini contro l’umanità», e ha invocato la pena di morte.

Alla fine Donald Trump ha condannato le stragi di Daytona e El Paso: «Crimini contro l’umanità»

«Il razzismo e il suprematismo sono ideologie che non devono avere posto in America e devono essere sconfitte» ha tuonato Donald Trump durante la conferenza stampa in cui ha annunciato di aver ordinato al dipartimento di giustizia di lavorare ad una legge che preveda la pena di morte per i crimini di odio e le stragi di massa.
«Il killer a El Paso ha pubblicato un manifesto online, consumato dall’odio razzista – ha continuato il tycoon che su Twitter aveva inizialmente incolpato il clima di “fake news” – con una sola voce la nostra nazione deve condannare il razzismo, il bigottismo e il suprematismo bianco. Queste ideologie sinistre devono essere sconfitte. L’odio non ha posto in America. L’odio deforma la mente, saccheggia il cuore e divora l’anima». Il Tycoon ha quindi continuato accusando Internet e social media di favorire la radicalizzazione delle ideologie estreme. Ha poi espresso solidarietà e vicinanza a tutte le vittime e ai loro cari, ma prendendo distanza da chi in queste ore è tornato a chiedere un controllo sulle armi più stringente. Secondo l’interpretazione dei fatti scelta da Trump, «a premere il grilletto sono stati odio e instabilità mentale» e non le armi.

(Credits immagine di copertina:  © Chris Kleponis/CNP via ZUMA Wire)