Diavoli, Alessandro Borghi e Patrick Dempsey presentano la serie evento su Sky

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I Diavoli è la nuova attesissima serie di Sky co-prodotta insieme a Lux Vide che già dal primo trailer ha attirato le attenzioni di pubblico e critica. In tempo di coronavirus niente grande anteprima con red carpet, ma conferenza stampa in diretta via streaming. Sky Atlantic ha organizzato un incontro con gli attori protagonisti Alessandro Borghi, Patrick Dempsey e Kasia Smutniak, oltre che ovviamente i produttori e i registi dello show. In vista della première de I Diavoli prevista per il 17 aprile scopriamo qualcosa in più sui personaggi e sull’affascinante mondo della finanza tratto dal romanzo di Guido Maria Brera.

La grande star de I Diavoli è Alessandro Borghi, vincitore del David di Donatello, che interpreta Massimo Ruggeri: “Chi sono i Diavoli lo ho scoperto interpretando il mio ruolo e non sono quelli che credevo prima. Ci sono persone che fanno parte di quel mondo che hanno poca etica ma ce ne sono moltissime che la mettono al primo posto. E sono quelli che mantengono l’ordine. La finanza è uno strumento politico e di potere e c’è una parte di loro che si preoccupa che questo strumento politico non vada contro i cittadini ma sia dalla loro parte. Non solo nel mio personaggio ma in tutti c’è un dualismo tra il lato buono e quello cattivo, se alla fine della serie ognuno si farà una sua idea sui personaggi noi avremo raggiunto l’obiettivo”.

L’attore esploso con Non essere cattivo e consacrato da Sulla mia pelle parla anche del terribile periodo che stiamo passando tutti a causa del coronavirus: “E’ un periodo difficile il nostro lavoro seguirà il cambiamento delle nostre vite. Molti ridurranno troupe e contatti ma mi auguro che sia una transizione per poi tornare a svolgere questo mestiere come va fatto: se eravamo in cento non possiamo essere in cinquanta. In questo lavoro non c’è un ruolo difficile se è scritto bene e interpretato da una squadra giusto e non credo che un buon attore abbia il dovere di saper fare tutto, ognuno ha le sue corde”.

Importante è stato l’aiuto dello scrittore Guido Maria Brera per apprendere il linguaggio della finanza che vediamo in Diavoli: “Avevo dubbi tipo la lingua utilizzata nella finanza ma quando la compagnia è buona è tutto più facile. I riferimenti per sviluppare lo squalo della finanza che appaio sono legatio al libro ma la differenza la ha fatta l’amicizia con Guido Maria Breara che mi ha permesso di conoscere certi contesti e uscire fuor dai luoghi comuni della finanza. Chiudo tornandoaparlare di futuro: non bisogna tornare come eravamo prima, il problema è lì, bisogna stare più attenti a quello che ci circonda, rincorrere il successo ci fa dimenticare cosa è giusto e cosa è sbagliato. Fermiamoci tutti a respirare pronti a fare un passo indietro”.

Patrick Dempsey: “I Diavoli positivi e negativi, col coronavirus siamo sull’orlo del caos”

DIAVOLI, serie Sky da 17 aprile su Sky Atlantic
DIAVOLI, serie Sky da 17 aprile su Sky Atlantic

Patrick Dempsey nella nuova serie Sky è il grande protagonista internazionale nei panni di  Dominic Morgan:  “La sceneggiatura era avvincente e dunque la ho considerata una opportunità. Ho trascorso del tempo con Guido Maria Brera che mi ha dato una lista di libri da leggere e devo anche a ciò la mia ispirazione. I personaggi di Diavoli hanno lati positivi e negativi, dipende dalla situazione in cui si trovano e dalle scelte che devono fare. Tutto ciò è affascinante”.

A proposito del coronavirus l’attore ha spiegato: “Siamo sull’orlo del caos totale e dobbiamo fare in modo che la situazione resti sostenibile. Cosa è sostenibile è la domanda cui dobbiamo dare risposta. Le serie tv sono molto cambiate, prendiamo questo periodo del coronavirus: la televisione ora che siamo tutti a casa ci permette di capire la qualità di quello che vogliamo vedere, la gente sceglie il proprio intrattenimento e bisogna sempre tenere presente che tutto evolve ed essere pronti a cambiare. Bisogna essere attenti sulle azioni che si compiono. Quello che viene da situazioni egoistiche ti porterà a pagare un prezzo alto”.

Kasia Smutniak è Nina Morgan, uno dei personaggi più ambigui e affascinanti che incontriamo in Diavoli: “Mi ha affascinato la doppia faccia di Nina e poi, diciamocelo, è una grande opportunità disporre del tempo di una serie per spiegare concetti difficili da capire come quelli della Finanza. Il mio personaggio è ambiguo, sta in mezzo tra il bene e il male. Nina mi ha permesso di esplorare nel profondo quello che è affrontare il dolore, qui torviamo due persone, lei e suo marito, che lo affrontano in modo diverso. Questa cosa li tiene uniti ma anche li divide, è l’essenza del mio personaggio. Il libro di Guido Maria Brera tratta un tema noioso in modo passionale, quasi romantico. Con la serie torneremo indietro di qualche anno e potremo dare a certi avvenimenti una lettura più consapevole”

Sul futuro l’attrice afferma di avere speranza: “Guardando al futuro dico che ho speranza nella generazione dei nostri figli, questa esperienza cambia le vite e quella dei ragazzi è più consapevole su temi quali lo sfruttamento del pianeta, l’impatto della politica sul pianeta e l’incidenza del mondo economico. Spero che quello che viviamo possa servire a qualcosa”.

Guido Maria Brera ha scritto il bestseller Diavoli da cui è tratta la serie: “Sottolineo il lavoro collettivo del gruppo. Raccontare un potere che incide sulla vita dei cittadini è cosa nuova. Fino a oggi la Finanza è stata quella dei tanti soldi, delle belle donne e delle belle macchine, oggi ci sono i monaci guerrieri. Non mi aspettavo tanta potenza da un argomento così difficile, c’è una ambizione quasi eroica nel narrare qualcosa che è così difficile da raccontare: alla fine saremo tutti più più manichei, o con la Finanza o contro.Nonostante ciò continuo a trovare singolare cercare nella finanza un lato umano. Nella serie abbiamo preservato alcuni termini che sono spiegati con delle pillole. Ci aggiungo che con Patrick e Alessandro mi sembrava di essere in ufficio”

Nick Hurran è uno dei due registidi Diavoli: “Parto evidenziando che tutto questo che brilla nelle riprese, nelle inquadrature rappresenta l’illusione che nasconde il potere dietro quella luccicanza. Quando abbiamo concepito questa serie nessuno aveva pensato alla pandemia. Si parla molto di Finanza manon dobbiamo dimenticare che nella sua essenza è anche un thriller che parla di una storia che ci ha condizionato davvero, la lotta tra le potenze finanziarie dell’Europa”

Jan Michelini è ormai un volto noto in Lux Vide, dato che ha già diretto puntate di Don Matteo e I Medici: “E’ stata una impresa niente male mettere insieme un tema così complicato. Non è facile, siamo stati accompagnati da una produzione importante e sono rimasto impressionato per come è stata scritta la storia, per come Guido Maria Breara aveva descritto i suoi personaggi. Una crisi come l’attuale ci riporta al 2010/11 che poi è quello che raccontiamo: è finzione ma è intrecciata a eventi davvero accaduti ed è il motivo per cui è stato deciso di inserire schegge di immagini reali per restare collegati alla realtà”.

Il produttore di Lux Vide Luca Bernabei la paragona all’altro grande successo della casa produttiva DOC in onda ora su Rai 1: “Con Diavoli testiamo un nuovo modo di raccontare, ma in fondo sia con Devils che in Doc raccontiamo storie di uomini. Quello tra Massimo e Dominic è un bellissimo duello tra uomini intelligenti e super-potenti, ma innanzitutto ciascuno di loro rappresenta qualcosa di diverso:  Massimo è il self-made man che porta con sé l’Europa, Dominic è un civil servant che rappresenta l’America”.

Nils Hartmann responsabile delle produzioni originali Sky ha già annunciato che Diavoli, di cui la prima stagione è stata venduta in 160 paesi, è stata rinnovata per una seconda stagione che partirà dal coronavirus: “La prima scena della seconda stagione la immaginiamo con i due protagonisti che si incontrano in una Milano resa deserta dal Coronavirus. La storia, però, tornerà poi subito indietro per raccontare la Brexit. La scena iniziale quindi è un modo per far entrare nel racconto questa ‘guerra’, questa crisi che stiamo vivendo: non volevamo fare finta di nulla e riprendere una storia come questa senza un riferimento, ma non possiamo certo raccontarla perché non sappiamo ancora come andrà a finire”.

L’appuntamento con Diavoli è  su Sky dal 17 aprile.

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