Commissione algoritmi, quali sono le problematiche concrete e attuali che vanno affrontate
Dei progressi dell'AI nel campo dell'editoria, dell'informazione e - in generale - in diversi ambiti della vita umana abbiamo ampiamente parlato. Proprio da questi deve partire la commissione algoritmi con il suo lavoro

Una volta stabilito chi sono gli esperti facenti parte del comitato voluto dal governo Meloni (poi ribattezzato commissione algoritmi) e chi ne è capo, Giuliano Amato appunto, occorre fare chiarezza rispetto ai compiti che gli vengono affidati e alle questioni concrete che si trovano a fronteggiare dovendo scrivere – a stretto giro – un rapporto che chiarisca l’attuale impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato dell’editoria italiana.
Nelle parole con cui Alberto Barachini – sottosegretario con delega all’editoria del governo Meloni – ha annunciato che a presiedere la commissione sarebbe stato Amato è possibile rintracciare quelli che sono i compiti di questo neonato organo: «È cruciale analizzare a fondo l’utilizzo, lo sviluppo e le ricadute dell’intelligenza artificiale nel settore editoriale e dell’informazione. Di qui la scelta di istituire un Comitato presso il Dipartimento per l’informazione e l’editoria formato da esperti e professori universitari che studierà l’impatto di questa tecnologia sul mondo del giornalismo e delle news».
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Il compito della commissione algoritmi
Il compito della commissione algoritmi sarà sedersi al tavolo con tutta una serie di interlocutori che rappresentano editoria e informazione in Italia (dall’Odg Nazionale alla Fieg passando per Fnsi, le Segreterie nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil). Il punto sarà portare alla luce e mettere nero su bianco i possibili rischi attuali e quelli potenziali nel futuro di un’informazione e di un’editoria che – da un anno a questa parte – sono state messe al centro di cambiamenti notevoli (a partire dalle numerose redazioni che, nel mondo, hanno scelto di tagliare l’organico a favore dell’utilizzo di tecnologie AI sostitutive. Tra i casi più recenti troviamo le redazioni di Bild e Cnet).
L’analisi della commissione – dovendo essere rapida per portare alla produzione di una relazione da fornire al governo per un confronto internazionale con le analoghe commissioni degli altri Stati Ue – sarà circoscritta è comincerà in data 24 ottobre.
Quali sono i problemi concreti che ci si ritrova ad affrontare?
Partiamo dal presupposto che tutti i Paesi del mondo stanno affrontando la questione dell’intelligenza artificiale e della miriade di applicativi che questa può avere in tutti i campi della vita umana. Proprio con questa consapevolezza nasce la collaborazione tra Ue e Paesi del G7 per creare un codice di condotta sull’Intelligenza Artificiale che permetta di governarne i possibili risvolti rischiosi (quelli che già non sono avvenuti, si intende).
L’intelligenza artificiale e le questioni che pone sono, sempre più e da almeno un anno a questa parte, al centro del dibattito pubblico. In particolar modo a destare preoccupazione nel frangente editoria-informazione troviamo ChatGPT: lo strumento generativo si è dimostrato in grado non solo di generare testi tecnici e manuali ma, con il passare del tempo, punta a scrivere in maniera sempre più umana e variegata (portando sul tavolo di chi deve affrontarne le problematiche, tra le altre cose, tutte quelle relative al diritto d’autore del materiale usato per addestrare ChatGPT e tecnologie simili).
I rischi nell’utilizzo dell’AI in ambiti che siano creativi, di scrittura, di redazione e di informazione li abbiamo affrontati più volte (dalla questione disinformazione alla necessità di regolamentarla in ambiti diversi; ancora, l’utilizzo che ne fanno gli avvocati in aula o quello che ne viene fatto per scrivere musica e testi; un altra tematica importante è la regolamentazione per proteggere i diritti di chi lavora con la propria voce e con il proprio volto) e non sono mancate neanche le analisi sull’utilizzo, per esempio, di queste tecnologie nell’ambito bancario (qui l’intervista al direttore editoriale di Today.it, Fabrizio Gatti).