In Emilia il Pd «perde» il M5S, ma «guadagna» Calenda: «Senza pentastellati, noi con Bonaccini»

di Redazione | 21/11/2019

Calenda

Per un Movimento 5 Stelle che va via, ce n’è uno nuovo di zecca che arriva. Magra consolazione, penseranno gli elettori del Partito Democratico in Emilia-Romagna. Carlo Calenda, che oggi ha lanciato il suo nuovo partito Azioneha dichiarato, nel corso della trasmissione Otto e Mezzo condotta da Lilli Gruber, che sosterrà Stefano Bonaccini alle prossime elezioni regionali in Emilia-Romagna.

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Calenda candiderà Azione in appoggio a Bonaccini

Sempre nel corso del talk-show di La7, infatti, è arrivata la notizia dell’esito della votazione sulla piattaforma Rousseau. Lilli Gruber ha sottolineato il forte consenso che hanno avuto coloro i quali sostenevano la necessità di presentare delle liste del Movimento 5 Stelle sia in Emilia-Romagna, sia in Calabria alle prossime elezioni del 26 gennaio.

E la giornalista ha chiesto a Calenda cosa questo significasse per lui: «Vuol dire che ci candideremo in Emilia-Romagna e che sosterremo il candidato Stefano Bonaccini, che io ritengo un ottimo amministratore locale». Non ha dubbi l’ex ministro dello Sviluppo Economico, dunque, a scegliere il campo in cui schierarsi nelle prossime elezioni in Emilia-Romagna. «Dobbiamo, anzi, darci da fare – ha proseguito -. Il tempo stringe e sarà una campagna elettorale sotto alla neve».

L’impatto di Calenda in Emilia-Romagna

Il ragionamento di Carlo Calenda è piuttosto lineare. Si è sempre schierato in un campo progressista, purché quest’ultimo non fosse in qualche modo condiviso con il Movimento 5 Stelle. Contrario, dunque, all’azione di governo del Pd (che condivide l’esecutivo con i pentastellati), accanto agli stessi dem in una regione, come l’Emilia-Romagna, che assisterà a uno schieramento diverso di Luigi Di Maio e dei suoi colleghi di partito.

Ovviamente, Azione non può essere nemmeno lontanamente paragonata all’impatto elettorale che il Movimento 5 Stelle avrebbe dato implicitamente al Partito Democratico se non si fosse presentato alle elezioni in Emilia-Romagna. Quest’ultimo è stimato intorno al 6-7%, voti che probabilmente sarebbero andati quasi per intero a Bonaccini. Il partito di Calenda, invece, essendo appena nato partirà da una percentuale di votanti sicuramente molto più bassa.