La vera storia della calciatrice americana diventata idolo dei sovranisti per non esseri inginocchiata per il ‘Black Lives Matter’

di Enzo Boldi | 30/06/2020

Calciatrice non si inginocchia
  • La vicenda è molto diversa da come è stata raccontata

  • La storia della calciatrice non si inginocchia per il Black Lives Matter è parziale e faziosa

  • Ci sono due momenti che testimoniano come la narrazione sia stata sbagliata

I sovranisti hanno un nuovo idolo che risponde al nome di Samantha Leshnak Murphy. La calciatrice, secondo la narrazione diffusa sui social e da alcune testate, non si sarebbe inginocchiata durante le fasi iniziali del match della National Women’s Soccer League Challenge Cup tra North Carolina Courage e Portland Thorns FC, in quegli istanti in cui si è deciso di omaggiare George Floyd e tutte le vittime del razzismo negli Stati Uniti. Ma è andata come raccontano? No, la verità è un’altra. La calciatrice non si inginocchia durante l’inno, ma lo fa pochi istanti dopo.

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Partiamo da un fatto: la foto che ha fatto il giro del web risale allo scorso 27 giugno ed è reale. Nello scatto si vede Samantha Leshnak Murphy, secondo portiere del North Carolina Courage, che resta in piedi mentre viene suonato l’inno americano prima dell’inizio del match contro Portland Thorns FC. Ma si tratta di una ricostruzione parziale.

Come si vede dalla foto scattata dal cronista Alex Vejar, presente sugli spalti dello stadio, insieme a Samantha Leshnak Murphy anche altri membri dello staff restano in piedi mentre risuonano le note dell’inno statunitense, con la mano portata al petto.

Calciatrice non si inginocchia durante l’omaggio per il Black Lives Matter?

Tutto ciò farebbe pensare a un’iniziativa contraria a quella mozione anti-razzista che risponde al nome di Black Lives Matter non solo della calciatrice, ma anche di allenatore e altri membri appartenenti alla squadra. Il tutto, poi, corredato da quel messaggio che compare nella pagina social do Samantha Leshnak Murphy che si professa una patriota.

La vera storia e le ricostruzioni faziose

Poi, però, sempre dal profilo Twitter del cronista presente sul campo, arriva uno scatto che racconta gli attimi successivi all’inno statunitense: prima del fischio d’inizio da parte del direttore di gara, tutte le persone (le titolari, le riserve e gli staff) si mettono in ginocchio proprio in sintonia con il Black Lives Matter.

Tutti, ma proprio tutti, fanno la stessa cosa. Compresa il nuovo idolo dei sovranisti italiani Samantha Leshnak Murphy.

Calciatrice non si inginocchia

La riconosciamo dai pantaloncini gialli (numero 42), indossati solamente da chi ricopre il ruolo di portiere, e dai capelli mossi che appaiono sia nella prima che nella seconda fotografia (con fratino rosa sulla maglia perché la partita sta per iniziare).

Insomma, la storia della calciatrice non si inginocchia perché non si piega alle regole del buonismo e del politicamente corretto (tesi sostenuta sui social e da alcuni quotidiani di sponda sovranista) è una disinformazione. La giocatrice ha deciso di non inginocchiarsi solamente durante l’inno (come fatto anche da altri), ma nel momento in cui tutti si sono posti in quella posizione di protesta anche lei ha messo il suo ginocchio a terra. Inoltre, ha anche indossato la maglia contro il razzismo. Insomma, le testi strampalate che corrono sui social andrebbero verificate.

(foto di copertina: da profilo Twitter di Alex Vejar)