Bonaccini positivo al coronavirus in cura per la polmonite bilaterale

La fastidiosa tosse ha spinto il governatore dell'Emilia-Romagna a fare ulteriori controlli

13/11/2020 di Ilaria Roncone

bonaccini positivo

Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia-Romagna, ha la polmonite bilaterale. Dopo aver effettuato un tampone di controllo risultato positivo una tosse fastidiosa e persistente lo ha spinto a farsi visitare con diagnosi di polmonite bilaterale ad uno stadio iniziale. Il governatore ha condiviso la notizia sul suo stato di salute attuale e altre parole di incoraggiamento con i follower e tutti gli emiliano romagnoli che lo seguono, facendo appello per un ulteriore sforzo.

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Bonaccini positivo con la polmonite bilaterale

 

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«Sento il dovere di aggiornarvi. E di rivolgervi alcune parole che considero necessarie», comincia Bonaccini, «parto da come sto. Ho fatto il tampone di controllo, purtroppo ancora positivo. Vista la forte tosse persistente, poi, sono stato visitato e ho fatto ulteriori accertamenti. Mi hanno diagnosticato una polmonite bilaterale ad uno stadio iniziale. Al momento, i medici ritengono che possa essere adeguatamente curato da casa, senza dover essere ricoverato» ,

L’appello a resistere e fare un ulteriore sforzo

Affidandosi ai medici, di cui ha massima fiducia, Bonaccini si rivolge anche direttamente ai suoi concittadini. «Dobbiamo contrastare il Covid e la sua avanzata fin quando non ci sarà il vaccino per tutti», scrive Bonaccini, «ma temo serviranno ancora diversi mesi e dunque non ci sono scorciatoie». Parla della nuova ordinanza entrata in vigore in Emilia-Romagna che ha firmato «con il cuore pesante perché so bene che dietro ogni sospensione o limitazione delle imprese e del lavoro ci sono persone e famiglie che vanno ancor più in difficoltà, dopo mesi già difficili». Un pensiero va a bambini, giovani e anziani ma l’appello è sempre lo stesso per tutti quelli che già hanno «dimostrato grande senso di responsabilità e civismo, seguendo regole e facendo sacrifici». Resistere ancora un po’, fino a che il vaccino non sarà arrivato.

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