Secondo Libero non bisogna pensare ai migranti, ma agli italiani senza aria condizionata

di Enzo Boldi | 29/06/2019

Aria Condizionata
  • Ancora una volta un titolo al limite della decenza da parte di Libero Quotidiano

  • Secondo il giornale di Feltri si pensa troppo alle condizioni dei migranti e poco agli italiani senza aria condizionata

  • Una presa di posizione che mostra come al fondo non c'è mai fine. E si prosegue a scavare

Ai titoli discutibili (chiamiamoli così) di Libero ci siamo, oramai, abituati. Oggi, sabato 29 giugno 2019, è stato toccato uno dei punti più bassi della storia del giornalismo italiano. Basta leggere la prima pagina del quotidiano diretto da Vittorio Feltri per capire come il livello dialettico e fattuale di alcune argomentazioni non solo sia arrivato sul fondo, ma abbia anche iniziato a scavare senza punto di ritorno. Ed ecco che il pezzo scritto da Azzurra Barbuto sull’emergenza caldo in Italia, si trasforma in una disputa tra chi ha a cuore le sorti dei disperati che si imbarcano alla ricerca di una vita migliore e chi, invece, patisce perché non ha l’aria condizionata.

LEGGI ANCHE > «Bella l’Italia che si indigna per un treno in ritardo mentre si sventola con i giornali che parlano della Sea Watch»

Un «Prima gli italiani» talmente ardito a cui, forse (perché la speranza è l’ultima a morire) neanche un sovranista – salviniano e meloniano – avrebbe mai pensato: «Caldo infernale, 6 famiglie su 10 senza aria condiziona». E questo è un dato di fatto, ma la vergogna sta nell’occhiello che accompagna il titolo in prima pagina: «Ci occupiamo dei migranti sulle navi, non di chi soffre nella case». Un amplesso tra il populismo e il sovranismo che tocca apici impensabili di cinismo e luoghi comuni.

Il paragone di Libero su Aria Condizionata e migranti

L’articolo a firma Azzurra Barbuto racconta una verità basata su fatti di cronaca: le altissime temperature che stanno attanagliando l’Italia (e l’Europa) negli ultimi giorni – con il picco toccato proprio nella giornata di venerdì – sta provocando malori e vittime in tutto il Paese. La colonnina di mercurio in molte città ha toccato e superato i 39 gradi, con una temperatura percepita ancor più superiore a causa della forte umidità che accompagna questo caldo.

Il caldo e le finestre chiuse

Tutto vero. Poi, però, si cade nel becerume paragonando l’interesse per le sorti dei migranti – ultimo caso quello di Sea Watch – a quello per l’impossibilità di molti italiani di avere in casa un impianto di aria condizionata. Come se le due questioni non potessero viaggiare su binari paralleli, come se i migranti portassero via risorse per l’aria condizionata agli italiani. E loro sono stati accusati di tutto, ora arrivare anche a questo sembra troppo. L’unica cosa a essere condizionata sembra essere l’aria all’interno della redazione di Libero. Aprite le finestre e fate entrare un po’ di ossigeno.

(foto di copertina: da profilo Twitter Sea Watch + titolo in prima pagina di Libero Quotidiano del 29 giugno 2019)