Da Heineken a Barilla: è polemica per i marchi sulle pagine social di Salvini

di Redazione | 19/12/2018

salvini
  • Da Heineken a Barilla, da Star a Nutella: è polemica per i marchi che regolarmente spuntano sulle pagine social di Matteo Salvini

  • Da alcuni mesi sui profili del leader della Lega e ministro dell'Interno spuntano brand di aziende alimentari

  • Non c'è scopo di lucro, ma un evidente problema di decenza istituzionale

Heineken, Nutella, Star, Nutella e altri ancora. Le pagine social di Matteo Salvini negli ultimi tempi somigliano sempre più a quelle di un influencer che decide di sfruttare la propria popolarità e la vasta platea di follower per guadagnare dando visibilità alle aziende. Ne abbiamo già parlato qualche settimana fa. In questo caso non c’è alcun scopo di lucro ma è senz’altro singolare scoprire la scelta di un capo politico di presentare con una certa regolarità loghi ed etichette. Del caso si occupa oggi anche il quotidiano Repubblica (articolo di Fabio Tonacci) elencando gli ultimi principali esempi di brand in bella mostra sui profili del leader della Lega, il principale partito italiano, che è anche vicepresidente del Consiglio dei Ministri e ministro dell’Interno.

Il boom di marchi sui profili social di Salvini

A Salvini, che vanta circa 3,3 milioni di fan su Facebook, un milione su Instagram e 935mila su Twitter, sembra non bastare più raccontare sui social numerosi momenti della vita politica o privata. In diretta il 16 dicembre scorso ha informato i suoi seguaci, attraverso una foto, che la sua birra che stava bevendo era una Heineken. Il 4 dicembre ha presentato un piatto di bucatini Barilla, un ragù Star e un bicchiere di Barolo prodotto da Gianni Gagliardo. Pochi giorni prima, il primo dicembre, il segretario della Lega, ha parlato della sua crepe alla Nutella, mentre il 13 novembre ha dato notizia di aver stappato una bottiglia di Nebbiolo, sempre di Gianni Gagliardo. La stessa azienda tirata in ballo il 6 novembre, quando il vicepremier e titolare del Viminale ha aperto una bottiglia Teroldego Rotaliano Riserva del 2012. E tra i primi piatti c’è stato spazio anche per una marca di yogurt. Il 22 ottobre è stato il turno della Sterzing Vipiteno. Il 19 settembre invece è stato il turno di un’altra birra, stavolta una tedesca, la Franziskaner.

Le aziende, interpellate da Repubblica, negano che ci siano accordi commerciali o finanziamenti di partito. Salvini ha fatto tutto gratis. In effetti per un marchio, essere legato ad un personaggio tanto apprezzato quanto contestato, molto divisivo, può rivelarsi davvero un boomerang. Filippo Sensi, esperto di comunicazione che ha lavorato al fianco di Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, a Repubblica ha spiegato che il tentativo di Salvini è evidentemente quello di aumentare il consenso popolare associandosi a brand famosi. Un modo per dire ‘Mangio questo e sono proprio come te‘. La comunicazione politica ai tempi del web 3.0.

(Foto di Salvini da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI)