L’odissea di Morani e Nobili non è piaciuta ai Giovani Democratici

di Gianmichele Laino | 30/11/2018

Morani-Nobili
  • Nella giornata di ieri, Luciano Nobili e Alessia Morani hanno protestato davanti al ministero del Lavoro

  • Hanno chiesto delucidazioni sulle tessere del reddito di cittadinanza e la loro protesta è stata trasmessa live via social

  • L'iniziativa non è piaciuta ad alcuni Giovani Democratici

Ammettiamolo. A tutti è spuntato un sorriso quando abbiamo visto Alessia Morani e Luciano Nobili documentare, via social network, la loro odissea davanti al ministero del Lavoro per chiedere informazioni a Luigi Di Maio circa le tessere del reddito di cittadinanza. Ovviamente, Di Maio non c’era e la visita agli uffici del dicastero è stata del tutto inutile.

LEGGI ANCHE > Stampare la tessera del reddito di cittadinanza costerà tra i 2,4 e i 5,7 milioni di euro (senza spese di spedizione)

Morani-Nobili, la visita al ministero del Lavoro documentata sui social

Ogni passo è stato fedelmente ripreso e fotografato, postato su Facebook e Twitter e trasmesso alle decine di migliaia di followers della galassia del Partito Democratico. Anche l’account del partito, infatti, ha contribuito a diffondere la «soap opera» dei due deputati. Che non ha nemmeno avuto un lieto fine: Di Maio non ha ricevuto i due colleghi (non era presente a Roma, ma era a Bruxelles) e, anzi, entrambi i deputati sono stati addirittura accusati di «reato di irruzione negli uffici del governo».

La critica dei Giovani Democratici

Ma la gestione social della vicenda non è piaciuta ai Giovani Democratici. Una coordinatrice del Partito Democratico – Ludovica Cioria – ha duramente criticato la comunicazione dei due colleghi, scrivendo un post molto duro su Facebook nel quale ha definito «inutile» e «idiota» il «teatrino» messo in piedi da Alessia Morani e Luciano Nobili.

«Mi dissocio – scrive la giovane democratica – da questi modi di fare perchè credo ci sia una netta differenza fra l’opposizione e le pagliacciate, e di solito sta nei CONTENUTI. I parlamentari tornino a fare il loro dovere di approfondimento e rappresentanza, altrimenti possono provare a farsi prendere a Scherzi a parte». In un post scriptum, poi, ha aggiunto: «Mi pesa molto parlare male pubblicamente del mio partito soprattutto quando non si tratta di posizioni ufficiali (come in questo caso), però di fronte a questa escalation di cretineria non riesco più a tacere».

Non è la prima volta che il conflitto generazionale si palesa negli ultimi tempi all’interno del Partito Democratico. Nel corso dell’ultima assemblea, nel corso della quale alcuni candidati hanno presentato la propria proposta per il congresso, era stata Katia Tarasconi – consigliere regionale in Emilia Romagna – a sottolineare la distanza, anche fisica, tra i delegati «di un certo peso» e tutti gli altri delegati minori.

[FOTO dall’account Facebook personale di Ludovica Cioria]