Il Consiglio di Stato dà torto al sindaco di Casteldaccia: «Mai stop a demolizione»

di Enzo Boldi | 05/11/2018

Casteldaccia Tar
  • Il Consiglio di Stato ha smentito la versione del Sindaco di Casteldaccia

  • La villetta abusiva poteva (e doveva) essere demolita anni fa

  • Il sindaco spiega che il Comune è a corto di soldi per gestire eventi straordinari

Il Consiglio di Stato e della Giustizia amministrativa ha smentito le parole del sindaco di Casteldaccia, Giovanni di Giacinto, che aveva sottolineato come la mancata demolizione della villetta abusiva – che, a causa dell’esondazione del torrente Milicia, ha provocato la morte di nove famiglie di due nuclei familiari – sia stata bloccata da un’ordinanza del Tar che ha bloccato le operazioni. Ora arriva una nuova verità e si viene a scoprire che quello stabile poteva essere buttato giù anni fa.

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Dal Consiglio di Stato fanno sapere che il Tar Sicilia «non ha mai sospeso l’ordinanza di demolizione del sindaco dell’immobile di contrada Cavallaro a Casteldaccia travolto dall’esondazione del fiume Milicia». Inoltre, i giudici del tribunale amministrativo regionale amministrativi spiegano come non si possa sostenere che «la semplice presentazione di ricorso sia di per sé sufficiente a bloccare l’efficacia dell’ordine di demolizione».

Il Consiglio di Stato: «La villetta di Casteldaccia poteva e doveva essere demolita»

Quindi, nel corso di questi anni, la demolizione poteva essere eseguita. Anzi, doveva essere eseguita. Il Consiglio di Stato, sottolinea inoltre che «ogni altra ricostruzione dei fatti, in merito a questa tragedia in cui hanno perso la vita 9 persone, è falsa e volta a delegittimare l’istituzione della giustizia amministrativa». La notizie è stata diffusa pubblicamente ieri sera da Massimo Giletti durante la sua trasmissione su La7 Non è L’Arena.

Il sindaco di Casteldaccia: «Non abbiamo fondi per le demolizioni»

Giovanni di Giacinto, sindaco di Casteldaccia, ha risposto dopo quanto scritto dal Consiglio di Stato durante un intervento a Non Stop News su Rtl 102.5: «Io non mi tiro fuori dalle responsabilità, è chiaro che la mia amministrazione ha fatto nel tempo quello che poteva, con le risorse limitate che ha. Oggi noi siamo un comune in dissesto non possiamo intervenire, oltre all’ordinario, nella straordinarietà».

(foto di copertina: ANSA/MIKE PALAZZOTTO)