Casinò Campione d'Italia
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Tribunale dichiara fallito Casinò Campione d’Italia

Il Tribunale di Como ha dichiarato fallito il casinò di Campione d’Italia. La casa da gioco è stata affidata a tre curatori fallimentari. Cosa è successo?

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CASINO’ CAMPIONE D’ITALIA: UNA CASA DA GIOCO CHE FALLISCE CON IL COMUNE

Il giudice ha respinto la richiesta di un’ulteriore proroga, depositata nei giorni scorsi dai vertici della casa da gioco, e ha deciso per il crac. L’istanza di fallimento era stata presentata dalla procura di Como per grave insolvenza. Ora i tre giudici dovranno decidere se optare per la chiusura immediata e totale della casa da gioco oppure avviare una gestione provvisoria. Il destino del casinò è legato agli abitanti del piccolo comune nel cuore del Canton Ticino. Campione d’Italia è un paese schiacciato dai debiti, che ha già dichiarato il dissesto finanziario e in cui, nei giorni scorsi, si è insediato il commissario prefettizio.

Tempo fa il sindaco, per ovviare a risolvere il dissesto finanziario e i bilanci in rosso, ha messo in vendita i lussuosi beni immobiliari sotto l’ente comunale. C’era Villa Mimosa, una residenza costruita a inizio ’900 affacciata sul lago Ceresio, a pochi passi dal casinò e appartamenti, oltre che terreni edificabili.

La crisi di Campione non è un mistero. Sulla gestione del Casinò è stata avviata una indagine per peculato con dentro coinvolti persone di spicco del Comune. 

L’ipotesi degli inquirenti è quella di aver distratto fondi pubblici, i contributi obbligatori dovuti ogni dieci giorni al Comune, socio al 100% della società del Casinò. Anche perché nel luglio di un anno fa, i proventi di gioco non versati all’amministrazione camionese sfioravano i 50 milioni di franchi. Si tratta di soldi che sono stati accantonati nell’ipotesi del fallimento della casa di gioco. Aggiungendo un debito con le banche che si aggirava nel 2017 a 40 milioni è intuibile il triste gioco di domino: commissariamento del Comune e crac del Casinò municipale.

(foto copertina Ansa)