Rimpatrio Rom su modello francese, un flop per la giunta Raggi

di Enzo Boldi | 18/07/2018

Rimpatrio Rom, Piano Raggi

L’approccio «alla Sarkozy» di Virginia Raggi nella gestione dei campi Rom della Capitale non ha portato i frutti sperati. La Sindaca di Roma, dopo gli annunci elettorali di due anni fa, ha messo in atto un piano che prevede il rimpatrio delle famiglie Rom nei paesi d’origine, con tanto di sostentamento economico da parte del Comune. I numeri, però, hanno messo in mostra il fallimento di questa politica.

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Dei 480 «inquilini» del River Village – primo sito preso in esame per questa sperimentazione socio-politica – solamente in 14 hanno accettato il «rientro assistito volontario» che prevede, oltre al viaggio di ritorno verso il Paese d’origine, un sostegno economico che varia dai mille euro alla singola persona fino ai 3mila euro per nucleo familiare. L’esigua cifra è stata comunicata ieri dalla Sindaca in persona, che ha sottolineato come il piano per eliminare i campi Rom nella Capitale proseguirà con l’obiettivo di rimpatriare almeno 500 persone.

Rimpatrio Rom, dai sostegno economico all’impegno di non tornare in Italia

Il Piano Rom voluto dalla giunta Raggi è un vero e proprio contratto che il Comune stipula con chi accetta il rimpatrio. Si tratta di un accordo che prevede, oltre al sostegno economico a carico delle istituzioni romane, anche una dichiarazione esplicita da parte del Rom che si impegna a non tornare più in Italia. Una proposta che va al di là della legalità, perché la maggior parte di chi vive nei campi Rom è di nazionalità rumena e la Romania fa parte dell’Unione europea.

Rimpatrio Rom, il modello Raggi va contro Schengen

Quindi c’è il trattato di Schengen – quello sulla libera circolazione in Europa di tutti i cittadini dei Paesi che fanno parte dell’UE – che rende illegale questo tipo di accordo tra le parti. E proprio su questo l’associazione Nazione Rom, interpellata da 250 persone che al momento alloggiano nel River Village di Roma Nord, hanno indetto una mobilitazione da oggi fino a venerdì, per chiedere l’incriminazione del sindaco per il reato di «omissione di soccorso». La risposta «salviniana» della Sindaca non si è fatta attendere con un chiaro aut aut: chi non si abbandonerà quel campo entro 48 ore, sarà allontanato coattivamente.

 

(foto copertina: ANSA/MASSIMO PERCOSSI)