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Il post di Di Maio sul Molise applicato al Friuli Venezia Giulia: la destra batte il M5S 52-7

Per commentare i risultati delle Elezioni Regionali in Molise della scorsa settimana Luigi Di Maio, il giorno dopo il voto, ha pubblicato un post con un’interpretazione alquanto bizzarra dei numeri sul consenso. Per annunciare un successo del M5S, sul Blog delle Stelle, il leader di Pomigliano ha confrontato le percentuali dei voti delle coalizioni senza tener conto delle liste civiche che, come spesso avviene anche alle Amministrative, affiancavano i partiti nazionali.

Di Maio, il Molise e la richiesta di «archiviare la vecchia politica»

Donato Toma, il candidato presidente che ha vinto in Molise, è stato appoggiato da una coalizione di centrodestra di 9 liste, che complessivamente hanno ottenuto alle urne il 49% delle preferenze, ma Di Maio ha preso in considerazione solo una quota di 22% di voti. «Donato Toma – ha scritto il capo politico M5S dopo lo spoglio – era sostenuto da una coalizione composta da 9 liste, di queste nemmeno una è riuscita a raggiungere il 10% dei voti. I partiti che insieme rappresentano il centrodestra a livello nazionale – Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia – insieme superano appena il 22%». Ma per evidenziare un risultato positivo del Movimento 5 Stelle, Di Maio nello stesso post ha anche citato il 38% raccolto dal candidato pentastellato Andrea Greco, dimenticando il dato più basso del 31% raccolto dalla lista M5S a lui collegata. «Questo risultato – ha poi sentenziato – è la dimostrazione che una larga parte del paese ci chiede con forza di archiviare la vecchia politica e di far partire un governo del cambiamento». Come a dire: con un 38-22 o un 31-22 la vittoria è netta.

I conti del voto in Friuli Venezia Giulia

Una posizione legittima, quella di Di Maio, che oggi sarebbe sconveniente replicare. Per lui e per il M5S. Volendo commentare il risultato delle Elezioni Regionali in Friuli Venezia Giulia, vinte nettamente da Massimiliano Fedriga e dal centrodestra, con lo stesso criterio applicato una settimana fa il leader M5S si troverebbe a sostenere un incarico di governo a Lega e Forza Italia.

Il leghista Fedriga era appoggiato da cinque liste. Due civiche. E insieme Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, ovvero quelli che Di Maio definisce «centrodestra a livello nazionale», hanno portato a casa oltre il 52% dei voti. Il candidato del M5S, Alessandro Fraleoni Mogera, si è fermato invece all’11%, con la lista Movimento 5 Stelle piantata al 7%. Il risultato sarebbe dunque di 52-7, o al massimo di 52-11, volendo considerare i voti del candidato presidente. Forse non è un caso se Di Maio, del Fvg, evita del tutto di parlare. E si concentra su contratto di governo, scelte di Mattarella e forni aperti e chiusi a destra e a sinistra.

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / ALESSANDRO DI MEO)