Andrea Camilleri è morto: era la voce roca della nostra coscienza

di Redazione | 17/07/2019

Andrea Camilleri morto
  • Andrea Camilleri si è spento questa mattina a Roma

  • Era stato ricoverato un mese fa in seguito a un arresto cardiaco

  • La sua eredità: il patrimonio letterario, oltre alla voce delle nostre coscienze

«La morte era come una sveglia che avrebbe suonato non il risveglio, ma il sonno eterno», scriveva Andrea Camilleri in uno dei romanzi che più avvicinava il suo commissario Montalbano a quella tappa finale. Oggi Andrea Camilleri ha sentito il suono di quella sveglia, dopo aver lottato fino all’ultimo. Il suo cuore ha smesso di battere questa mattina, 17 luglio. Lo scrittore di 94 anni era stato trasportato all’ospedale Santo Spirito di Roma, dove era stato ricoverato nel reparto di rianimazione quasi un mese fa. Ma la sveglia è suonata lo stesso.

«Le condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali – si legge in un bollettino medico diramato dalla struttura ospedaliera -. Per volontà del maestro e della famiglia le esequie saranno riservate. Verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio».

Andrea Camilleri morto, al lavoro fino all’ultimo giorno

L’impegno fino all’ultimo, nella scrittura e nel dibattito politico. Andrea Camilleri ha lavorato fino alla fine dei suoi giorni, sia per rendere ancora più iconica quella figura del commissario Montalbano – che lui stesso aveva inventato e creato -, sia per i progetti teatrali. Ad esempio, il prossimo 15 luglio Camilleri sarebbe dovuto essere protagonista dello spettacolo L’Autodifesa di Caino, alle terme di Caracalla a Roma.

Inoltre, non si era mai risparmiato in interviste o dichiarazioni pubbliche. Famose, nell’ultimo periodo, le sue discussioni a distanza con Matteo Salvini. Soltanto qualche giorno fa, del ministro dell’Interno aveva detto: «Quando lo vedo baciare il rosario mi viene da vomitare». Per tutta risposta, nel corso di una diretta Facebook, Matteo Salvini aveva risposto con un sonoro: «Scrivi che ti passa».

Una lunga vita in collaborazione con la Rai (all’interno della quale è entrato nel 1957), Camilleri è stato prima di tutto autore e sceneggiatore. Il suo successo si deve alla grandiosa esperienza del commissario Montalbano, la saga che lo ha reso famoso in tutto il mondo e che ha consegnato la sua esperienza alla storia della letteratura italiana. La forma dell’acqua è il primo romanzo di Montalbano, scritto nel 1994. Ma il fenomeno esplode definitivamente dal 1998 in poi, quando il commissario diventa anche protagonista del piccolo schermo e viene associato all’interpretazione di Luca Zingaretti.

L’eredità di Andrea Camilleri

Il successo di Camilleri ha superato letteralmente i confini del pianeta: allo scrittore è persino stato dedicato un asteroide nel 2017, il 204816 Andreacamilleri. Ha ricevuto titoli e onorificenze non soltanto dal punto di vista letterario. Il premio letterario Cesare Pavese e il premio Campiello sono i due riconoscimenti artistici più prestigiosi, mentre nel 2003 ha ottenuto il titolo di Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile. Non solo per il suo prestigio e per la sua fama letteraria. Ma – soprattutto nell’ultimo periodo – perché è stata una delle poche voci limpide che ha dato corpo alla nostra coscienza. Evitando che questa potesse essere definitivamente risucchiata nel vortice di una quotidianità che sembra aver smarrito qualsiasi senso di pietà. La sua voce roca rimarrà per sempre nell’immaginario collettivo, così come una delle sue ultime frasi più frequenti: «Se potessi, vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio ‘cunto’, passare tra il pubblico con la coppola in mano».

FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI