Amazon, su Twitter, è riuscito a riunificare l’Irlanda

Una gaffe del servizio clienti che ha suscitato ilarità: tutto è iniziato da una partita di Rugby

16/11/2020 di Gianmichele Laino

Amazon riscrive la storia. Su Twitter. Sbagliando. Gaffe epocale in questo fine settimana, mentre tutta l’Europa anglosassone (e anche parte di quella mediterranea che apprezza il rubgy) si stava cimentando nel nuovo format della Rugby Autumn Nations Cup, un nuovo torneo (che ospita anche Georgia e Isole Fiji) e che – naturalemente – esalta il campanilismo nel Regno Unito quando si tratta di palla ovale. Quella di Amazon e Nord Irlanda è una storia meravigliosa che merita di essere raccontata.

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Amazon e Nord Irlanda, cosa è successo

Un utente, evidentemente appassionato di rugby, aveva chiesto per quale motivo – nonostante Amazon Prime avesse i diritti della Rugby Autumn Nations Cup, non riuscisse a vedere la partita dell’Inghilterra. La risposta è stata che Amazon aveva i diritti soltanto in UK, mentre la persona in questione si trovava in Irlanda del Nord. Ma un momento: l’Irlanda del Nord fa parte del Regno Unito.

I libri di storia del Novecento ci raccontano del conflitto nordirlandese, dell’IRA, dei suoi attentati contro la corona britannica per rivendicare l’unità dell’isola verde, gli oltre 3mila morti che quella vera e propria guerra civile ha provocato, l’attentato a Lord Mountbatten membro influente della famiglia reale. Amazon, con una gaffe del suo servizio clienti su Twitter, ha cancellato tutto.

Amazon e Nord Irlanda, un incidente diplomatico

La multinazionale si è scusata, definendo l’accaduto un banale errore. Tuttavia, la questione non ha risparmiato significativi risvolti diplomatici: Naomi Long, ministro della Giustizia del governo autonomo nord-irlandese, ad esempio, ha parlato apertamente di «un incidente internazionale causato da Amazon». Sui social c’è stato persino chi ha inneggiato al comrade Amazon, con tanto di bandiera della Repubblica d’Irlanda. Il sottile limite tra l’ironia e la crisi diplomatica ha attraversato la timeline di un social network. E ci ha fatto capire come, in realtà, sia semplice dimenticare la storia quando un banale errore di copertura televisiva rischia di farti saltare una partita di rugby.

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