«Lasciare il telefono è la regola in queste feste di Genovese»

Nelle feste a Terrazza Sentimento era vietato avere il telefono con sé, dagli eventi potevano uscire solo immagini patinate

09/11/2020 di Ilaria Roncone

Genovese fuga in Sudafrica

Dalle indagini su Alberto Genovese e le feste presso Terrazza Sentimento – vista Duomo e con piscina – emergono sempre più dettagli. Tra questi la testimonianza di un’amica della giovane violentata lo scorso 10 ottobre dal fondatore di Facile.it, che voleva fuggire in Sudamerica. «Lasciare il telefono è la regola in queste feste di Genovese», ha raccontato ai poliziotti l’amica, spiegando la dinamica per partecipare a queste feste: «Una volta arrivate al palazzo, all’ ingresso c’era un buttafuori che ha chiesto i nostri nomi e controllato che fossimo nella lista degli invitati. Ci hanno accompagnato all’ultimo piano, dove abbiamo lasciato i nostri telefoni all’ingresso».

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Le violenze non solo da parte di lui ma anche dei suoi invitati

Gli investigatori della quarta sezione della Mobile stanno raccogliendo prove dai filmati e dalle testimonianza e sembra emergere la consapevolezza – ormai ben più di un sospetto – del coinvolgimento di Genovese. Oltre a lui, inoltre, è probabile che anche altri tra i suoi invitati fossero coinvolti in situazioni del genere. La polizia sta indagando e cercando prove in centinaia di ore di registrazione, violando quel muro di segretezza imposto agli ospiti che l’amica della testimone ha spiegato: dagli eventi in casa Genovese, infatti, potevano uscire solamente scatti patinati e controllati da pubblicare dai social per pubblicizzare l’esclusività della serata.

Genovese arrestato con l’accusa di violenza sessuale

Il fondatore e ex ad di Facile.it potrebbe essere definitivamente incastrato grazie al materiale che la polizia reperirà nell’archivio dei filmati del circuito interno di videosorveglianza del suo appartamento e del suo esclusivo club. A rafforzare la direzione che stanno prendendo le indagini è emersa anche la testimonianza di altri frequentatori delle feste. Genovese si trova attualmente in custodia cautelare dopo la convalida del fermo da parte del gip Tommaso Perna. Genovese avrebbe operato nello stesso modo anche la scorsa estate a Ibiza.

Prima le stordiva con la droga, poi le violentava

Da alcuni verbali citati dall’agenzia Agi emerge la prassi di Genovese: «Girava voce che Genovese mettesse “roba nei bicchieri” delle ragazze, in modo da stordirle immediatamente» e «si dice che lui e la sua ex fidanzata fossero soliti drogare le ragazze alle loro feste private per poi violentarle».. La giovane vittima di Ibiza ha raccontato di essere stata invitata a continuare a pippare nella «stanza del capo»: «Da quando sono entrata in camera, e ho tirato una striscia di stupefacente che pensavo fosse 2cb (cocaina sintetica n.d.R) non ricordo più nulla». Il risultato è sempre lo stesso: le giovani si sono svegliate senza memoria e con segni fisici dello stupro subito.

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