Papa Francesco caccia Bernard Law, il cardinale che aiutò i pedofili

15/03/2013 - di

"No voglio più vederlo", avrebbe detto ai vescovi secondo il Fatto

Papa Francesco caccia Bernard Law, il cardinale che aiutò i pedofili

Ieri Padre Lombardi aveva raccontato una  storia. Oggi il Fatto Quotidiano ne racconta un’altra completamente diversa.Secondo il portavoce della Santa Sede, durante la sua visita a Santa Maria Maggiore Papa Francesco aveva incontrato di sfuggita Bernard Law, arcivescovo emerito della basilica per raggiunti limiti di età: “Il cardinale Law era presente in Santa Maria Maggiore in quanto arciprete emerito della Basilica. Il porporato ha visto arrivare Papa Francesco, poi e’ stato una presenza discreta: ha salutato il Papa, quindi e’ tornato a camminare per la sua strada”.

BERNARD LAW E PAPA FRANCESCO – Carlo Tecce sul Fatto Quotidiano invece ci dice che le cose sono andate diversamente:

Il pontefice non voleva condividere le prime fotografie e le prime immagini pubbliche con un principe vaticano macchiatosi di enormi peccati, e non ha trattenuto il pensiero, anzi il desiderio: “Non voglio che frequenti ancora questa basilica”. Anche se privato di qualsiasi carica, Law risiede ancora nel palazzo di Santa Maria Maggiore. Al Fatto risulta che il pontefice argentino, come primo atto di pulizia, sia intenzionato a far trasferire il prelato: in clausura sarebbe perfetto. E sarebbe una rivoluzione per il Vaticano che ha protetto Law sottraendolo al percorso giudiziario americano. Perché nel 2004, mentre negli Stati Uniti cominciavano i processi e la diocesi di Boston pagava risarcimenti milionari, il cardinale di Torreòn fu elevato ad arciprete di Santa Maria Maggiore, una delle quattro basiliche patriarcali, cioè papali, assieme a San Pietro, San Giovanni in Laterano e San Paolo fuori le mura.

Un colpo di scena nella gestione del caso Law, e forse una premonizione su come potrebbero cambiare le cose a breve. Della sua storia abbiamo parlato molto, in particolare qui.

LE AMMISSIONI – Nella primavera del 2001 Law ha ammesso in una deposizione di essere consapevole che un prete sotto la sua responsabilità, John Geoghan, aveva violentato almeno sette ragazzi dal 1984. E nonostante ciò aveva approvato il trasferimento di Geoghan ad un’altra parrocchia, dove sarebbe stato a contatto con altri ragazzi. Altri documenti hanno rivelato che Law conosceva e aveva ignorato decenni di abusi sui minori di cui si era reso colpevole il prete Paul Shanley, dando allo stesso incarichi in cui si sarebbe trovato a contatto con altri bambini. Durante la sua permanenza in carica, ha scritto Slate qualche tempo fa, Durante la sua permanenza in carica, Law sembrava voler riservare la sua più calda simpatia ai violentatori, e ha tenuto in scarsa considerazione le vittime. Ha mentito ad un collega della West Coast su Shanley. Ha firmato un documento che attestava che il noto sacerdote molestatore Redmond Raux, non aveva “nulla nel suo background” che lo rendesse “inadatto a lavorare con i bambini.” La sua arcidiocesi ha dato avoro a due sacerdoti, uno dei quali era noto per aver molestato i ragazzi mentre l’altro aveva fornito della cocaina ad un giovane amante.

IL PROCESSO – Nel 2002 la sua deposizione al processo era stata raccontata dal Corriere della Sera con parole agghiaccianti, in cui si raccontava delle lettere che i parrocchiani avevano inviato per avvertirlo:

La prima lettera salta fuori subito, come un asso dalla manica dei legali. E’ del settembre 1984. Marge Gallant, una parrocchiana spaventata, scrive al cardinale, denunciando le attenzioni di Geoghan verso il suo nipotino. Law, che ha appena preso possesso dell’ arcidiocesi, a quel tempo le risponde: «La materia delle sue preoccupazioni è stata investigata. Saranno adottate appropriate decisioni pastorali». Ma ora non sa cosa dire davanti a quei fogli di carta, fonte di prova numero 225. Il vescovo D’ Arcy manda a Law una lettera, sconsigliandogli di affidare incarichi a padre John. Ma il cardinale, oggi, non ricorda neppure quella. «Sapevo però del coinvolgimento sessuale di Geoghan con ragazzi, visto che era stato trasferito da una sede all’ altra. Ma, l’ ho detto, mi fidavo del parere dei medici». Nell’ 89, Law scrive all’ orco della sua Arcidiocesi, dopo averlo appena riassegnato alla sua vecchia parrocchia: «Sono sicuro che renderai ancora un buon servizio sacerdotale alla gente di Saint Julia». E persino nel ‘ 96, quando Geoghan infine lascia la Chiesa schiacciato ormai da centinaia di accuse, gli spedisce un biglietto: «Hai avuto una efficace vita di ministero, tristemente danneggiata dalla malattia. Dio ti benedica, John». E’ pietà cristiana, sì. Ma, per i legali, quelle carte sono soprattutto una prova di negligenza o d’ omertà. E per Mark Keane, l’ unica delle 86 vittime ammesse all’ udienza in rappresentanza di tutte le altre, la deposizione è uno schiaffo: «Il cardinale soffre di amnesie selettive». Law sapeva della «malattia» di Geoghan, ma s’ è limitato a trasferirlo, sempre a contatto con i bambini, con i chierichetti. «Ha messo il lupo sempre in mezzo a un nuovo gregge», mormorano i fedeli che, per due terzi ormai, chiedono le sue dimissioni. Arriva in clergyman il cardinale, poco prima delle nove, davanti al tribunale civile in Devonshire street, nel cuore di Boston. Pallido, tirato, muto. Scortato dagli agenti della sicurezza che tengono lontana la stampa.

LE SCUSE – Come si è difeso dalle accuse il Cardinale? Dicendo che le schede sui sacerdoti non riportavano le molestie, che non era sua la responsabilità di controllare i curricula dei sacerdoti, che alcune accuse erano ritenute poco credibili dai medici. Nel 2005 la sua “promozione” nella Capitale venne stigmatizzata dal New York Times:

“E’ un altro esempio del gap tra come vede le cose il Vaticano e come le vede la Chiesa americana”, ha commentato al quotidiano Usa il gesuita Keith Pecklers, docente all’Università Gregoriana a Roma. “Una scelta – ha aggiunto – che può riaprire ferite che avevano appena cominciato a rimarginarsi”.

Il Nyt non si limitava a sottolineare la discutibile parabola di monsignor Law, ma ricorda come una volta arrivato a Roma dopo il fango piovutogli addosso in America, il Vaticano lo ha accolto a braccia aperte, concedendogli anche una sontuosa residenza, oltre che un incarico di prestigio per quanto onorifico. Del resto Law, sottolineava il quotidiano, agli occhi della Santa Sede prima ancora che un cardinale accusato di aver tollerato la presenza di sacerdoti pedofili nella sua diocesi, è un potente kingmaker negli equilibri interni della Chiesa e il Vaticano in passato lo ha sempre accontentato nelle sue richieste.

12 Commenti

  1. giancarlo scrive:

    L’allontanamento del prete pedofilo da quella basilica, potrebbe essere un buon inizio da parte del nuovo pontefice. Speriamo per i cattolici, che francamente mi chiedo come facciano a sopportare ancora le umiliazioni che questi mostri fanno loro subire. E d’altra parte una certa responsabilità è da addebitare anche ai credenti, visto che più o meno anche da loro non arrivano denunce e proteste che possano cambiare le cose. Insomma,l’omertà, in questa vergogna mondiale, riguarda un pò tutti. Giancarlo

  2. angelo scrive:

    GRANDE PAPA FRANCESCO.HA DIMOSTRATO DI ESSERE DEGNO DELLA CARICA PAPALE.CACCIANDO IL CARDINALE PEDOFILO,CERTO NON HA RISOLTO IL PROBLEMA,MA HA DATO UN SEGNALE FORTE,POI DOBBIAMO RICORDARCI CHE LA PEDOFILIA NON E’ UNA ESCLUSIVA DEL CLERO E DELLA CHIESA MA UN PROBLEMA CHE L’UOMO SI PORTA AVANTI DA CENTINAIA DI ANNI. PURTROPPO PENSO CHE NON CI SIA UNA MEDICINA E/O SOLUZIONE.SI PUO’ SOLO LIMITARE CON CONTROLLI E PENE PIU’ SEVERE.

  3. Marco scrive:

    Che dire, ci voleva proprio un PAPA VESCOVO come PAPA FRANCESCO, un Vescovo cresciuto tra la gente, tra i poveri, che aiuta i bisognosi, che non ci tiene affatto ai decori ed al lusso ma che vuole guidare la Chiesa a nome di GESÙ CRISTO condannando chi non lo fa o non lo ha fatto venendo a meno alle regole principali della Chiesa. Speriamo che continui questo suo cammino e che tutti i Cardinali che lo circondano lo possano assecondare degni della Carica a loro data, in tutto e per tutto.

  4. Troppo poco scrive:

    Allontanato per mandarlo dove?
    Di sicuro non in galera a pagare per i suoi crimini.
    Allontanato ma sempre protetto.

    • carlo scrive:

      d’accordo che è troppo poco
      d’accordo che andava bruciato sul rogo
      ma spedirlo in clausura, da cui non potrà più uscire è per certi versi peggio: quell’uomo ha 81 anni, la giustizia ordinaria per limiti di età rischierebbe di trattarlo meglio

    • diego scrive:

      in clausura, c’è pure scritto

  5. il moralizzatore scrive:

    Però.
    Se il buondì si vede dal mattino…

  6. ANNA MARIA SALERNO CATENANUOVA scrive:

    finalmente un po’ d’aria pulita sperando che non ce ne siano piu’ di pervertiti.

  7. diego scrive:

    l pontefice non voleva condividere le prime fotografie e le prime immagini pubbliche con un principe vaticano macchiatosi di enormi peccati, e non ha trattenuto il pensiero, anzi il desiderio: “Non voglio che frequenti ancora questa basilica”

    mandatelo a benedire i bambini delle elementari!! Capaci tutti a fare così.

  8. ...... scrive:

    A me è simpatico. Mi piace come persona, anche se penso che avrà i suoi limiti, come tutte le persone del mondo. Poi vediamo che farà.
    comunque a me- come persona- è sempre piaciuto di più Ratzinger di Woityla, e tutti mi dicevano “ma noooo. che dici?”
    adesso qualcuno inizia a darmi ragione.

  9. mago prof. Silva scrive:

    SE NON MI DATE LA POSSIBILITA’ DI COMMENTARE, NONOSTANTE IL MIO RUOLO DI PRESIDENTE DI PARAPSCOLOGIA A MONACO DI BAVIERA, ALLORA ANDATE A FARE IN CULO.

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