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La divertente storia del marito che va a prostitute e incontra la moglie e altre fake news

Napoli, un marito decide di andare a prostitute, ferma la macchina, abbassa il finestrino e scopre che dall’altra parte, in minigonna e tacchi a spillo, c’è la moglie. Storia esilarante vero? Chi non ci cliccherebbe sopra se la vedesse pubblicata sulla propria bacheca di Facebook? Chi non la condividerebbe, addirittura, per farsi una risata insieme agli amici?

Per un giornale online, questa è vera e propria manna dal cielo. Visualizzazioni, posizionamento su Google, introiti dalle pubblicità: un articolo del genere può risollevarti la giornata fiacca, quella in cui «non succede niente» e in cui i visitatori sul sito latitano. La redazione di Giornalettismo, oggi, ha rinunciato a questa possibilità messa su un piatto d’argento – pare – dalla cronaca locale (quella, in generale, più succulenta).

MARITO PROSTITUTE MOGLIE, TRE PAROLE PER UNA BUFALA

Ha scelto una strada più difficile e, a volte, più faticosa: quella della verifica della fonte. Insomma, la storia sembrava troppo ben costruita per non far venire almeno qualche dubbio che meritasse di essere approfondito. Poco è importato che la notizia, lanciata ieri, 28 giugno, dal sito online internapoli.it, sia stata ripresa quest’oggi, 29 giugno, da quotidiani autorevoli come Il Mattino e Il Giornale (nella loro versione online): noi abbiamo voluto comunque vederci chiaro. E voi segnatevi le date, sono molto importanti in questa vicenda.

Dopo la scoperta tragicomica, l’articolo parlava di un intervento delle forze dell’ordine. Quali forze dell’ordine? Nel testo pubblicato si parlava di «volanti», quindi abbiamo pensato alla polizia. Una chiamata in Questura è bastata per capire che non c’era nessun verbale a testimoniare l’accaduto. In realtà, abbiamo contattato anche i carabinieri, ma anche loro non ne sapevano nulla. Poco male. Il fatto si sarebbe comunque potuto verificare ma, visto che nessuno si era fatto male, le forze dell’ordine avrebbero anche potuto risparmiarsi il verbale.

A quel punto, allora, abbiamo deciso di andare direttamente alla fonte e abbiamo interpellato la testata che aveva fatto esplodere la notizia. Il direttore di internapoli.it ci ha assicurato che il giornalista autore del pezzo aveva un informatore sicuro e che era stato bravissimo a interpellarlo. «Del resto – ci ha detto – ha fatto benissimo il suo lavoro e noi abbiamo raggiunto il nostro scopo perché il pezzo ha fatto tantissimi click. Il giornalismo online, ormai, è diventato una giungla, dove vige la legge del più forte. I miei ragazzi lo sanno perché sono pagati a visualizzazioni». Già.

MARITO PROSTITUTE MOGLIE, LA FONTE DELLA BUFALA

Dopo aver incassato la nostra quotidiana lezione di giornalismo 2.0, abbiamo abbassato la cornetta con più dubbi di prima. Ma, a volte, le soluzioni sono più accessibili di quel che sembra. Digitando su Google le parole chiave relative alla vicenda del fedifrago napoletano che scopre che la moglie si prostituisce, troviamo la vera «fonte» della notizia. Si tratta del famigerato portale sky24ore.it che, nella sezione «informazioni» dei suo sito, si descrive così:

Sky24ore non è una testata giornalistica e non viene aggiornato quotidianamente. Alcune delle notizie riportate potrebbero essere inesatte o inventate a scopo satirico, per far riflettere o semplicemente per divertire. Vogliate comunicarci se qualche contenuto presente nel sito turbi la vostra sensibilità, provvederemo a rimuoverlo o modificarlo. Come potete facilmente intuire (ma ci teniamo a ribadirlo), sky24ore non è in alcun modo legato a tg24.sky.it , né  a nessun altra testata del gruppo SKY ITALIA.

L’articolo, come si può notare da questo screen, è datato 27 giugno, un giorno prima rispetto al pezzo pubblicato da interpoli.it.

In più, si tratta di una vera e propria bufala seriale. Nello scorso mese di aprile, era stata diffusa la medesima notizia, con un’ambientazione diversa. In quel caso, era stata via Cristoforo Colombo a Roma la location di questa esilarante avventura. L’articolo, come riportato correttamente dal sito di debunking bufale.net, aveva persino lo stesso stile del pezzo proposto dal sito interpoli.it.

Ecco svelato il mistero della fonte, ecco risolto l’arcano. Etichettiamo la vicenda come bufala, quindi. Ma facciamo anche una riflessione amara sul mondo, sempre più ingarbugliato, del giornalismo online. La vicenda di oggi è anche abbastanza innocente e fa sorridere. Ma quante sono le fake news su argomenti molto più seri che circolano quotidianamente in rete e sui social network? A volte, 1000 click e 10 minuti in meno sono la scusa migliore per non fare una telefonata o una semplice ricerca su Google. Che, a volte, possono risparmiarti una figura, per così dire, non proprio nobile.