Vitalizi: un milione di euro per un’ora in Parlamento

di Redazione | 20/05/2015

vitalizi parlamentari

L’elenco dei parlamentari che godono di un ricco vitalizio per l’esperienza vissuta a MontecitorioPalazzo Madama non smette mai di sorprendere. In lista ci sono anche due radicali, Pietro Craveri e Luca Boneschi, che hanno percepito fino ad oggi 500mila euro a testa dopo aver trascorso alla Camera dei deputati solo un giorno. Un caso simile è poi quello di Angelo Pezzana, altro radicale, che è riuscito a portare a casa 588mila euro dopo appena 9 giorni da deputato. Del caso parla oggi Libero in un articolo a firma di Franco Bechis:

Nessuno è riuscito ad arrivare al loro record assoluto. Un solo giorno in Parlamento, e ora già un milione tondo in tasca. Ci sono riusciti due ex deputati radicali: lo storico Pietro Craveri e l’avvocato Luca Boneschi, che a Palazzo ci sono passati come i turisti durante le visite, ma per quell’occhiata data appena a quello che avrebbe potuto essere – e non fu – il loro luogo di lavoro, si sono conquistati grazie alle regole generose dell’epoca il vitalizio per il resto dei loro giorni. Per Craveri un assegno da 2.159 euro al mese, per Boneschi un assegno da 2.204 euro mensili. Il professore si è guadagnato fin qui rispetto ai contributi versati 509mila euro. L’avvocato 495mila euro. In due fanno appunto un milione di euro. E non sono manco soli, perché anche un altro radicale doc come Angelo Pezzana è riuscito a portare a casa un guadagno di 588mila euro rispetto ai contributi versati per essere stato deputato esclusivamente dal 6 al 14 febbraio del 1979.

 

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Bechis su Libero ricorda che il caso dei radicali per un giorno che avevano maturato il vitalizio a vita fu scoperto per la prima volta da Italia Oggi nel 2007. Negli anni ’70 e ’80 non erano posti limiti temporali per ottenere la pensione da parlamentare. Bastava essere eletti per avere diritto al vitalizio. Una volta terminato il mandato, poi, gli uffici amministrativi di Camera e Senato scrivevano all’ex parlamentare facendogli presente che a quel punto avevano maturato il diritto al vitalizio, dopo aver versato però l’equivalente di attuali 60.402 euro in contributi per renderlo effettivo. Camera e Senato tuttavia offrivano la possibilità di saldare il dovuto in 60 rate.

(Foto: Ansa / Giorgio Onorati)