Scandalo bonus Covid, video di Di Maio: “Serve trasparenza”

Il ministro degli Esteri prende posizione dopo la lettera del reggente Vito Crimi e annuncia che i parlamentari del Movimento fimeranno un'autocertificazione per rinunciare alla privacy e sfida le altre forze politiche

di Redazione | 11/08/2020

Di Maio rabbrividisce

“Come parlamentari del Movimento 5 stelle stiamo firmando un’autocertificazione di rinuncia alla privacy. E lo chiediamo a tutte le forze politiche”. Luigi Di Maio sfida gli altri partito sullo scandalo dei rimborsi per le partite Iva richiesto da cinque parlamentari. Il video di Di Maio parte dalla sua pagina Facebook ma punta a Montecitorio rivolgendosi “ai leader di tutti i partiti”.

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Il video di Di Maio: “I nomi devono essere pubblici”

“Si dice che i nomi non li possiamo sapere perche’ c’e’ la legge sulla privacy, ma qui la privacy non c’entra niente. Qui si parla del rapporto di fiducia tra cittadino ed eletto”. Cosi’ il ministro degli Esteri sfida gli altri partiti a rendere pubblici i nomi dei cinque parlamentari che avrebbero cercato di usufruire del rimborso per le partite Iva introdotto dal governo nel momento piu’ duro del lockdown legato alla pandemia da Coronavirus. Il video di Di Maio arriva dopo la lettera del reggente dei CinqueStelle Vito Crimi e si spinge oltre, chiedendo le dimissioni dei parlamentari in questione, “perché si devono dimettere” ribadisce l’ex vicepremier, anche se fossero del Movimento. “A noi non interessa” continua Di Maio, che ammette le voci che vogliono che uno dei cinque parlamentari in questione sia un ex CinqueStelle ora al gruppo misto.

Gli altri partiti

Il video di Di Maio punta a chiamare in causa gli altri partiti, e mentre Italia Viva nega che uno dei suoi abbia ricevuto il bonus, c’e’ un po’ di imbarazzo nella Lega che, secondo le voci uscite finora, avrebbe ben 3 dei suoi eletti ad aver richiesto il bonus. “Abbiamo chiesto a tutti i parlamentari di dire se abbiano percepito il bonus o, se non lo sanno, di verificare col loro commercialista se non sia stata fatta la domanda” la posizione del capogruppo Riccardo Molinari, per il quale “finora” non ci sono riscontri di deputati leghisti che abbiano preso il bonus. I nomi dei soggetti coinvolti pero’ potrebbero essere presto resi pubblici, anche perche’ al momento oltre all’indignazione per la richiesta fatta dai cinque deputati in questione e’ forte anche l’imbarazzo per il fatto che una notizia privata sia stata fatta filtrare dall’Inps.