California in ginocchio per gli incendi, Trump: “La scienza non capisce niente”

Durante la sua visita nello Stato che da settimane è vittima di roghi da record, il presidente ribadisce di non credere al climate change e controbatte alle spiegazioni degli scienziati

di Redazione | 15/09/2020

Trump in California

La visita di Trump in California riaccende le polemiche. Dopo settimane in cui aveva ignorato l’emergenza incendi nello Stato che si affaccia sul Pacifico e le ripetute richieste di aiuto, il presidente degli Stati Uniti è andato in visita ma ha ha ribattuto con fastidio a chi gli faceva notare come i roghi da record fossero un segno evidente del cambiamento climatico per poi negare addirittura che la scienza possa spiegare le cause degli eventi atmosferici.

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Trump in California nega la scienza

Nel corso della sua visita di Trump in California, il presidente ha dovuto incontrare i vertici dello Stato che, guidati dal governatore democratico Gavin Newsom, hanno cercato di spiegare all’inquilino della Casa Bianca la gravità della situazione per convincerlo a sbloccare quegli aiuti che solo il governo federale può garantire ma che, al momento, non sono partiti. E per far capire al presidente quello che sta succedendo, il segretario alle Risorse naturali dello Stato, Wade Crowfoot, ha usato argomenti rigorosamente scientifici visto che, secondo molti esperti, l’inazione della Casa Bianca sarebbe legata a motivi squisitamente politici, ovvero che la California è saldamente democratica e non voterà per lui. Neanche l’argomento scientifico è però servito a convincere un Trump evidentemente annoiato e risentito, che ha ribattuto alle spiegazioni del segretario che “prima o poi il tempo si raffrescherà” e che di fronte a ulteriori spiegazioni sul fatto che “la scienza dice il contrario”, ha chiuso il discorso dicendo “la scienza non capisce niente”.

Trump in California e il confronto con Newson

A far indispettire Trump in California, era stato probabilmente il precedente intervento del governatore Gavin Newsom che, col massimo rispetto, aveva fatto notare a Trump che la gran parte delle foreste che sta bruciando sono di competenza federale. Un modo per ribattere anche ai continui attacchi di Trump che, nelle scorse settimane, aveva ripetuto più volte che la responsabilità degli incendi era della mancata manutenzione da parte dello Stato. Un’accusa non vera, usata forse dal presidente, per attaccare un’area a lui ostile politicamente e per continuare a negare un cambiamento climatico sempre più evidente, che la sua amministrazione ha sempre negato e favorito con le proprie politiche.