Trump non condanna QAnon: “So solo che sono contro i pedofili”

Il presidente si rifiuta ancora una volta di condannare il movimento cospirazionista di estrema destra che lo celebra e che l'FBI ha segnalato come minaccia terroristica interna

di Redazione | 16/10/2020

Trump e QAnon

Nella serata dei dibattiti a distanza il rapporto tra Donald Trump e QAnon torna a far discutere dopo il nuovo rifiuto del presidente a condannare il movimento cospirazionista di estrema destra. E così mentre sulla ABC Joe Biden spiega il suo programma e risponde alle domande della town hall organizzata al posto del secondo dibattito, Trump, che quel dibattito lo ha fatto annullare per il rifiuto al format online, ribadisce le sue posizioni senza  basi contro le mascherine ma soprattutto dopo aver rifiutato di condannare i suprematisti bianchi per l’ennesima volta liscia il pelo al gruppo che la stessa FBI ha definito una minaccia terroristica interna.

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Il rapporto tra Trump e QAnon

Le domande della moderatrice Savannah Guthrie hanno fatto nuova luce sul rapporto tra Trump e QAnon, col presidente che si è rifiutato di condannare il movimento cospirazionista di estrema destra che sparge false notizie online e cresce anche a livello internazionale con la teoria che Trump sia l’eroe che combatte contro il “deep state” americano e internazionale a guida democratica che, guidato da satanisti pedofili vuole controllare gli Stati Uniti e il mondo. Un delirio che sta guadagnando consensi e presto sarà al Congresso, con la QAnonista Marjorie Taylor-Greene che sta per essere eletta in Georgia e dopo il sostegno di Trump adesso sta guadagnando endorsement da alcuni senatori repubblicani. Di fronte a tutto questo, e all’FBI che ha definito il movimento una seria minaccia terroristica interna, Trump ha prima detto “non so nulla di QAnon” per poi aggiungere: “So che sono molto contro la pedofilia e su questo sono d’accordo con loro”.

Trump e QAnon ma non solo

Il rapporto tra Trump e QAnon è uno dei punti che hanno fatto più discutere di questa serata che avrebbe dovuto vedere il presidente sfidare Biden nel secondo dei tre dibattiti presidenziali, ma che invece ha visto i due affrontare due diverse town hall su ABC e NBC dopo il rifiuto di Trump a un dibattito online dopo la sua positività al Covid. E proprio sul suo contagio Trump si è nuovamente rifiutato di dire se il giorno del primo dibattito aveva fatto il test, rendendo ancora più forti i dubbi sul fatto che il presidente fosse positivo al virus già in quell’occasione, ma lo avesse tenuto segreto fino al leak su Hope Hicks e il suo ricovero che lo hanno costretto ad ammettere il contagio.