La rabbia di Tria contro Laura Castelli: «Non doveva avere la bozza della mia lettera a Bruxelles, erano miei appunti»

di Redazione | 02/06/2019

Tria contro Castelli
  • Giovanni Tria stava preparando la risposta a Bruxelles sulla possibile infrazione per troppo debito

  • Una bozza non definitiva viene girata alla stampa e anche Laura Castelli la commenta

  • "Non doveva avere quella lettera"

Tria contro Castelli sul caso della lettera da inviare a Bruxelles. L’Italia doveva rispondere alle eccezioni sollevate dalla Commissione Europea, che si concentravano sull’eccessivo debito pubblico del nostro Paese. Quello che è successo, a livello di comunicazione, è un precedente che non può passare inosservato, perché ha causato confusione. Oggi, il ministro dell’Economia ha deciso di denunciare una fuga di notizie in una intervista al Corriere della Sera. E il dito viene puntato anche contro il viceministro dell’Economia, in quota Movimento 5 Stelle, Laura Castelli.

Tria contro Castelli sulla lettera da spedire a Bruxelles

Nastro indietro per un attimo, giornata di venerdì. Giovanni Tria, ministro dell’Economia, sta per rispondere alla Commissione Europea, che accusa l’Italia per il suo eccessivo debito pubblico. Circola una bozza del ministro, che – nella sua risposta – parlerebbe addirittura di tagli al welfare. Il contenuto viene smentito da Luigi Di Maio e dal resto dell’esecutivo e, in serata, anche dallo stesso ministro Tria.

Cosa è successo? Alla stampa è arrivata una bozza della lettera da inviare a Bruxelles e non la sua versione definitiva. Al ministro Giovanni Tria viene fatto notare che, nelle ore immediatamente successive alla circolazione della bozza, la viceministra Castelli si era detta sorpresa della retromarcia del ministro, perché lei stessa aveva visto quel documento.

«Se Castelli aveva quel testo, non lo doveva avere – ha detto Tria a Federico Fubini -. Quello era un documento riservato, una bozza di lavoro con i miei appunti annotati amano in cui osservavo nei vari passaggi “questo sì”, “questo no”. La corretta linea istituzionale vuole che prima di tutto un testo consolidato vada al presidente del Consiglio e poi al resto del governo». Ora, oltre all’esposto presso la Procura della Repubblica per la fuga di notizie, è in corso anche un’indagine interna al ministero.

Tria contro Castelli: «Ripercussioni sul negoziato con Bruxelles»

Secondo il ministro Giovanni Tria, questa fuga di notizie avrà inevitabili ripercussioni sul negoziato tra l’Italia e Bruxelles in merito al debito pubblico, anche se il titolare dell’Economia prova a rassicurare tutti: «Il disavanzo deficit pil sarà inferiore alle nostre stime inserite nel Def e sensibilmente inferiore rispetto a quanto previsto dalla Commissione».

Il ministro afferma di non avere idea su chi abbia passato il suo documento provvisorio alla stampa e lo etichetta come un fatto molto grave. Allo stesso modo, poi, ritiene inopportuno il fatto che il viceministro abbia letto quel testo e che abbia fatto delle dichiarazioni in merito. Questa sorta di spy story tutta interna a via XX Settembre rischia di essere lo spettro fedele di questo governo che gioca brutti scherzi anche tra i suoi esponenti.