Tria a risponde alla UE sui conti: «Tagli a politiche di Welfare»

di Daniele Tempera | 31/05/2019

Tria Iva M5S
  • Arriva la lettera di risposta di Tria a Bruxelles sui conti pubblici ed è già polemica

  • Si parla espressamente di tagli al Welfare, mentre viene difesa l'idea di Flat Tax

  • Di Maio replica: "lettera non condivisa con noi"

Arrivano, nei termini stabiliti, le anticipazioni della risposta del Governo alla lettera di richiamo di Bruxelles sui conti pubblici italiani e le parole non lasciano spazio a molte interpretazioni. «Dal lato della spesa, il governo sta avviando una nuova revisione e riteniamo che sarà possibile ridurre le proiezioni di spesa per le nuove politiche in materia di welfare nel periodo 2020-2022. Inoltre siamo convinti che una volta che il programma di bilancio sarà finalizzato in accordo con la Commissione europea, i rendimenti dei titoli di Stato italiani diminuiranno e le proiezioni relative alla spesa per interessi saranno riviste al ribasso».

Secondo Tria, il deficit potrebbe quest’anno essere  tuttavia minore di quanto prospettato nelle ultime previsioni ufficiali. «L’andamento dell’economia e il gettito fiscale hanno finora superato le previsioni del Programma di Stabilita’. – scrive il ministro – Se il contesto di crescita internazionale non si deteriorasse ulteriormente, l’Italia dovrebbe essere in grado di mantenere questa tendenza positiva fino alla fine dell’anno».

Rimane fermo l’obiettivo Flat Tax

Ma al di là di tutte le difficoltà il Governo, ormai decisamente a trazione leghista, sembra non rinunciare alla Flat Tax, nelle stesse parole di Tria: «Il Parlamento ha invitato il Governo a riformare, fatti salvi gli obiettivi di riduzione del disavanzo per il periodo 2020-2022, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, riducendo il numero degli scaglioni e la pressione fiscale gravante sulla classe media. Si effettuera’ anche una revisione di detrazioni ed esenzioni fiscali».

E sull’Iva, Tria ribadisce la difficoltà a apportare un aumento, evocando imprecisate misure alternative per far quadrare il bilancio: «In linea con la legislazione in vigore, il programma di stabilità prevede un aumento delle imposte indirette pari a quasi l’1,3 per cento del Pil, che entrerebbe in vigore nel gennaio 2020. I partiti politici hanno espresso riserve circa il previsto aumento dell’Iva, ma abbiamo comunque un ventaglio di misure alternative onde garantire il suddetto miglioramento strutturale».

La replica di Di Maio: lettera non condivisa con noi

E il vicepremier Di Maio prende subito le distanze dalla lettera del titolare di Via Nazionale: «La lettera preparata dal ministro Triacon la Lega? Il M5S non ne sa nulla, non ce ne siamo occupati noi, non è stata condivisa con noi. Sicuramente noi non tagliamo le spese sociali, né il reddito né quota 100».

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