Travaglio vuole una «sconfitta onorevole e trasparente» del M5S sulla Tav

di Gianmichele Laino | 24/07/2019

Travaglio
  • Marco Travaglio ha parlato - in un piccolo trafiletto - di Tav

  • Il M5S ha dovuto cedere alla linea sì Tav dettata da Giuseppe Conte

  • Il direttore del Fatto Quotidiano vuole una "sconfitta onorevole e trasparente"

Non ha dedicato al tema il suo editoriale sferzante (destinato, invece, a Formigoni). Tuttavia, per evitare l’effetto «parlateci della Tav», mutuato sull’ormai grande classico «parlateci di Bibbiano», Marco Travaglio trova il tempo per scrivere un amaro trafiletto che si infila nelle pagine del Fatto Quotidiano che parlano del sì di Giuseppe Conte all’opera.

Travaglio parla della Tav

Non si può certo dire che il Fatto Quotidiano sia stato tenerissimo con il M5S per aver ceduto su tutta la linea nei confronti della Tav. Il titolo di apertura del quotidiano di oggi è «Il M5S sotto al Tav», mentre il titolo della mini-postilla di Travaglio è «Vince il partito degli affari, perdono il Movimento 5 Stelle e gli italiani».

La bordata nei confronti dei pentastellati c’è, dal momento che il fatto di aver ormai detto sì alla Tav rappresenta per il Movimento 5 Stelle, secondo Travaglio, la più grande sconfitta per il partito, più cocente di quella per le europee del 2014, più cocente di quella delle europee 2019 e – addirittura – del salvataggio di Matteo Salvini in senato sul caso della nave Diciotti.

Travaglio prova a salvare la faccia del Movimento 5 Stelle sulla Tav

«Il Movimento – ha spiegato Travaglio – era no Tav prima ancora di nascere, quando Beppe Grillo sposò la sacrosanta battaglia del popolo della Val Susa contro l’opera pubblica più demenziale, anacronistica, inquinante, dannosa e costosa d’Europa». E come dargli torto, dal momento che i pentastellati proprio sulla Tav recuperarono quei consensi a sinistra che li avevano addirittura proposti – soprattutto nelle precedenti elezioni – come una forza alternativa al Partito Democratico e che avevano permesso loro di intercettare una parte di voti tradizionalmente andati ai partiti di sinistra.

Ora, invece, si è consumato il grande passaggio. Il resto dell’editoriale è un’invettiva contro i francesi che, secondo Travaglio non pagheranno mai la loro parte, così come non lo farà l’Europa, e il rammarico per il fatto che il M5S non sia riuscito – quando ne aveva le possibilità – di cambiare i vertici di Telt, che si sta occupando delle gare d’appalto per l’opera.

Travaglio vuole una sconfitta ‘onorevole e trasparente’ del M5S sulla Tav

Tuttavia, a dire che la Tav rappresenta una sconfitta su tutta la linea e il definitivo collasso del Movimento 5 Stelle, Travaglio proprio non ci riesce. Infatti, in chiusura di pezzo, trova la toppa per ‘salvare la faccia’ ai pentastellati. Chiede loro, infatti, di preparare un ddl da votare in parlamento per provare a bloccare i trattati con la Francia sul Tav: «Persa per persa – scrive Travaglio – portino almeno la questione in parlamento, con un ddl per revocare il trattato italo-francese. Così gli italiani saprebbero chi vuole sprecare i loro soldi e chi usarli per opere utili e urgenti. Sarebbe sempre una sconfitta, ma almeno onorevole e trasparente».

Difficile però che i valori di onorabilità e di trasparenza restino nella memoria collettiva alla voce M5S-Tav.

(Credit Image: © Daniela Parra Saiani/Pacific Press via ZUMA Wire)