Il Tg2 ha parlato di «pillola del giorno dopo» in un servizio sulla pillola abortiva

Lo ha evidenziato sui social il deputato della commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi

di Redazione | 09/08/2020

tg2 pillola

Nell’edizione delle 13, anche il Tg2 ha affrontato quella che riteniamo essere una delle migliori notizie della giornata di ieri, ovvero l’agevolazione – chiesta dal ministro della Salute Roberto Speranza – per quanto riguarda la somministrazione della pillola abortiva. Quest’ultima, infatti, adesso potrà essere assunta in day Hospital, con la donna coinvolta che potrà rientrare a casa anche mezz’ora dopo averla ricevuta, se non dovessero sussistere particolari problemi legati soprattutto alla condizione emotiva.

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Tg2 pillola, l’errore sulla RU486 segnalato da Michele Anzaldi

Tuttavia, nell’affrontare l’argomento, la testata della seconda rete del servizio pubblico, diretta da Gennaro Sangiuliano, ha commesso un errore non da poco. Nel servizio, infatti, la pillola abortiva RU486 viene chiamata pillola del giorno dopo.

Tg2 pillola, la differenza tra RU486 e pillola del giorno dopo

L’errore è stato segnalato dal deputato di Italia Viva Michele Anzaldi, che opera da anni all’interno della commissione di vigilanza Rai. «Ancora un grave errore al Tg2 – ha scritto sui social network -: stavolta ha scambiato la pillola abortiva RU486 con la “pillola del giorno dopo”. Gravissimo episodio di disinformazione sanitaria. Al Tg2 nessuno controlla ciò che va in onda? Come fa l’Ad Salini a non prendere immediati provvedimenti?».

La differenza tra la pillola abortiva e la pillola del giorno dopo è netta. La pillola abortiva, infatti, induce l’aborto somministrando mifepristone, mentre la pillola del giorno dopo è considerata un contraccettivo orale. La prima può essere utilizzata entro la settima settimana di gravidanza, la seconda può essere assunta fino a 72 ore dopo il rapporto sessuale.

Nel servizio del Tg2, inoltre, c’è anche un’altra imprecisione quando si è parlato dell’utilizzo della pillola abortiva in Umbria, riportando il provvedimento della governatrice Donatella Tesei. Quest’ultima non ha «vietato l’utilizzo della pillola senza ospedalizzazione» come detto dalla cronista del Tg2, ma ha esteso la durata dell’ospedalizzazione stessa.

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