Ballottaggi 2019, Potenza è il primo capoluogo di regione conquistato dalla Lega al sud

di Gianmichele Laino | 10/06/2019

sindaco Potenza
  • Potenza e Ferrara sono senz'altro i simboli dell'avanzata della Lega

  • I ballottaggi delle amministrative 2019 segnano 8 città al centrosinistra, 7 al centrodestra

  • Il M5S ha vinto a Campobasso

Sui media nazionali, giustamente, si è dato molto spazio alla vittoria della Lega a Ferrara. Alan Fabbri, infatti, è riuscito a conquistare con ampio margine (56,8 per cento) la città dell’Emilia-Romagna, che ha cambiato guida dopo 69 anni di centrosinistra. Ma c’è un’altra sorpresa altrettanto importante in questo ballottaggio 2019: il sindaco Potenza è Mario Guarente, esponente del Carroccio. Con la sua affermazione di misura su Valerio Tramutoli (un candidato civico di chiaro orientamento di sinistra), Mario Guarente diventa primo cittadino: è il primo sindaco del Carroccio di un capoluogo di regione al sud.

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Sindaco Potenza, la Lega conquista il primo capoluogo di regione al sud

Queste elezioni amministrative hanno rotto diversi tabù. E se a Livorno Luca Salvetti è riuscito a rimettere la chiesa al centro del villaggio (come si dice in Francia), riportando la città toscana al vecchio ovile del centrosinistra, dopo 5 anni di M5S, è pur vero che le differenze con l’Italia delle roccaforti rosse si vede ancora meglio dopo questo ballottaggio.

Tranne il risultato di Ferrara, tuttavia, non c’è stato un netto stravolgimento: il centrosinistra ha conquistato otto capoluoghi di provincia sui 15 chiamati alle urne, il centrodestra ha risposto con sette sindaci, mentre il Movimento 5 Stelle ha vinto a Campobasso, unica città in cui era arrivato al ballottaggio dopo la prima tornata delle elezioni amministrative, il 26 maggio 2019.

Potenza e Ferrara, i simboli dell’avanzata della Lega

I simboli, tuttavia, contano. Il fatto che Potenza (il testa a testa è stato avvincente, con Mario Guarente che ha vinto per poche centinaia di voti) sia diventato il primo capoluogo di regione del sud a guida Lega sdogana un concetto che, fino a qualche anno fa, poteva sembrare un tabù. Vero è che cinque anni fa, la città era stata conquistata da un candidato presentatosi con le insegne di Fratelli d’Italia, che poi ha trovato una maggioranza di larghe intese nel corso del suo mandato. Potenza, di fatto, non è un capoluogo ‘perso’ dal centrosinistra (lo era già diventato cinque anni fa). Ma l’espressione del centrodestra in un sindaco leghista rappresenta in ogni caso la novità. Si è trattato, ancora una volta, della vittoria delle periferie: quando le prime sezioni a essere scrutinate erano quelle del centro storico, infatti, Valerio Tramutoli è risultato in vantaggio. I voti arrivati dai quartieri della periferia hanno ribaltato il risultato.

Più ampio e diffuso, invece, il consenso leghista a Ferrara. È questo l’altro simbolo della vittoria della Lega. La città non aveva mai avuto, nel corso della sua storia, un sindaco di un partito che non fosse il Partito Comunista, il Pds (poi diventati Ds) o il Partito Democratico. Nell’Emilia Romagna rossa, ora, c’è questa enclave leghista.

FOTO: ANSA/ TONY VECE

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