Massimo Sestini alla leghista Silvia Piani: non «strumentalizzare il mio scatto sui migranti»

Silvia Piani, assessora della Lombardia, ha sfruttato lo scatto che ha vinto il World Press Photo 2015 e ora Massimo Sestini ne chiede conto

di Ilaria Roncone | 15/10/2020

foto migranti massimo sestini

Non vuole rivendicare solo «il diritto d’autore» di quello scatto ma anche «il valore morale di quella foto». Lo comunica apertamente Massimo Sestini, celebre fotoreporter che con lo scatto che l’assessora per la famiglia, Genitorialità e Pari opportunità della Lombardia Silvia Piani ha strumentalizzato ha vinto il World Press Photo 2015, il più prestigioso concorso di fotogiornalismo mondiale. La richiesta arriva due giorni dopo la condivisione sui social della Piani dello scatto strumentalizzato per fini politici con il simbolo di Lega Salvini Premier.

 

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La foto migranti Massimo Sestini strumentalizzata da Silvia Piani

Lo scatto in questione è stato preso da Silvia Piani per criticare il governo rispetto alle misure previste nell’ultimo Dpcm e alle multe – questione che risulta paradossale visti i numeri dei nuovi contagi degli ultimi giorni -. «Dimentichi la mascherina, 1.000 euro di multa. Arrivi con il barcone: vitto, alloggio e ricarica telefonica», scrive l’assessora della Lega per fare propaganda. Mentre da Silvia Piani non arrivano le scuse per quelle parole che in questo momento sono prive di senso e urtano la sensibilità dei molti che ne hanno chiesto conto, a parlare è l’autore di quello scatto.

Massimo Sestini chiede conto a Silvia Piani

«Non è la prima e non sarà nemmeno l’ultima volta, ma vedere questa immagine presa senza permesso, decontestualizzata e strumentalizzata per fini di propaganda politica mi fa sempre male», ha fatto sapere il fotoreporter autore del potente scatto. Oltre a voler rivendicare il diritto d’autore sulla sua proprietà intellettuale, Sestini ci tiene a sottolineare che «la genesi e il valore morale di quella foto» sono stati «ribaltati in un post strumentale a favore dei social». Sestini ha raccontato con quale intento quell’attimo è stato catturato dalla sua macchina fotografica: «Quella foto racconta di un esodo di uomini e donne a cui ho voluto dare un volto ed è finito nel vortice della disinformazione e dell’ignoranza. Farò di tutto per difendere il messaggio e l’umanità di quello scatto, perché non diventi un’arma contro coloro a cui invece vorrei dare voce».

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