Salvini e Bonafede indagati per lo show dell’arresto di Battisti

di Gaia Mellone | 06/02/2019

  • I pm romani hanno depositato al Tribunale dei Ministri un fascicolo su Salvini e Bonafede

  • I due ministri sono stati denunciati per non aver protetto la dignità di Cesare Battisti durante l'arresto

  • I pm non sostengono sia stato commesso reato e hanno chiesto l'archiviazione

Le polemiche per l’eccessiva spettacolarizzazione dell’arresto di Cesare Battisti si saranno anche affievolite, ma lo show non è ancora chiuso. Secondo quanto riporta il Giornale, da circa una settimana Matteo Salvini e Alfonso Bonafede sarebbero indagati: contro di loro a seguito di una denuncia è stato aperto un fascicolo dalla Procura di Roma per non aver protetto la dignità del latitante italiano.

Salvini e Bonafede indagati per la spettacolarizzazione dell’arresto del latitante

Allo sbarco a Ciampino di Cesare Battisti c’era una grande folla: giornalisti, curiosi, politici guidati da Salvini e Bonafede. Troppa scena, e il video del ministro della GIustizia su Facebook ha dimostrato che l’arresto del latitante è stato davvero mal gestito a livello comunicativo. Oggi il Giornale riporta che è stato aperto un fascicolo contro i due ministri proprio per aver violato la legge «per la mancata adozione delle opportune cautele dirette a proteggere le persone in arresto dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità». La denuncia è stata fatta a Roma e il fascicolo è stato depositato al Tribunale dei Ministri. Secondo la procura della capitale però, il reato non c’è «perché mancherebbe il dolo e il vantaggio patrimoniale», e i pm hanno chiesto l’archiviazione.

Fascicolo aperto da una settimana, ma nessuno ha detto nulla

Potrebbe risolversi quindi in un nulla di fatto, ma il Giornale attacca. Al di là che il reato sussista o meno, il quotidiano condanna l’esecutivo per non aver reso nota la notizia. I due ministri ne sarebbero al corrente già da una settimana, come sicuramente anche il premier Giuseppe Conte, eppure nessuno ha «sentito il dovere di rendere nota questa vicenda giudiziaria». Un segno, secondo Francesca Fagnani de Il Giornale,  che il movimento 5 stelle non è più quello di una volta: «La trasparenza è un dovere diceva Beppe Grillo quando venne sospeso il sindaco ancora pentastellato Federico Pizzarotti […] ma era molto tempo fa».

(credits immagine di copertina: ANSA/ETTORE FERRARI)