La storia del giovane di Torino individuato per aver pubblicato sui social le foto delle borse rubate da Gucci

Il 18enne si è giustificato parlando di adenalina del momento

28/10/2020 di Enzo Boldi

Un vecchio detto popolare recita: «Mangiare pane a volpe». Credere di esser furbo, ma poi perdersi nelle ingenuità. E questo motto descrive alla perfezione la storia del 18enne di Torino che ruba borse Gucci durante le manifestazioni di protesta contro il coprifuoco nel capoluogo piemontese. Il giovane, insieme ad altri coetanei, è stato protagonista di uno degli atti criminali che hanno contraddistinto la notte tra lunedì e martedì. Ed è stato individuato dalla forze dell’ordine perché, all’indomani di quel gesto, ha deciso di condividere sui suoi canali social le immagini della merce sottratta dopo che alcune persone avevano distrutto la vetrina del negozio di via Roma.

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Il video di quella folle serata – che nulla aveva a che vedere con la manifestazione dei ristoratori e dei negozianti a Torino – ha fatto il giro del mondo, scatenando moltissime polemiche.

E uno dei ragazzi che hanno partecipato a questo atto (il legale del giovane nega che il suo assistito abbia partecipato alla distruzione della vetrina, ma avrebbe solo sottratto quelle due borse), si è reso protagonista di una scelta social che lo ha condannato all’individuazione da parte delle forze dell’ordine: condividere le immagini del bottino di quella folle serata.

Ruba borse Gucci durante la manifestazione a Torino, poi posta il bottino sui social

Una scelta fatale. Le immagini e il profilo social del 18enne hanno fatto il giro della rete, fino ad arrivare alle forze dell’ordine. Secondo quanto riporta Repubblica Torino, il giovane che ruba borse Gucci si sarebbe giustificato dicendo di non aver mai preso parte a manifestazioni, di aver saputo della mobilitazione vedendo volantini sui social e di aver scelto di scendere in strada. Poi «sono stato preso dall’adrenalina», ha detto alla Polizia. Prima di restituire la merce sottratta.

(foto di copertina: da Welcome to Favelas)

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