Roberto Fico: «Nessun rischio in Italia per la libertà di stampa» ma il Consiglio d’Europa attacca Di Maio

di Gaia Mellone | 04/05/2019

Paola Nugnes
  • Il 3 maggio è stata la giornata mondiale della libertà di stampa

  • Il Consiglio d'Europa ha espresso preoccupazione per le affermazioni di Luigi Di Maio

  • Ancvhe Sergio Mattarella ha ricordato che le istituzioni devono sostenere e difendere i giornalisti

Il 3 maggio si è festeggiata la giornata mondiale della libertà di stampa. Roberto Fico, presidente della Camera, interviene cercando di rassicurare dopo le dichiarazioni di Luigi Di Maio e la preoccupazione espressa dal consiglio d’Europa sulla tutela della libertà giornalistica nel nostro paese. E arriva anche il monito di Sergio Mattarella.

Roberto Fico: «Nessun rischio in Italia per la libertà di stampa»

«Io posso garantire che nel nostro Paese c’è e ci sarà sempre libertà di stampa»: a parlare è Roberto Fico, presidente della Camera e ospite al Festival della Tv e dei nuovi media a Dogliani. Il pentastellato continua garantendo che «la libertà di espressione è presente a tutti i livelli». A chi però gli chiede se questo significhi la sopravvivenza di Radio radicale o di Radio Padania, lui risponde in maniera vaga, sottolineando che sono «cose che afferiscono al governo». Si sente però di ribadire che la libertà di pensiero e di espressione ci saranno «sempre nel nostro Paese» perché tutelate dalla Costituzione.

Il Consiglio D’Europa però punta il dito contro l’Italia e Luigi Di Maio

Eppure, c’è chi la vede diversamente. Il giorno prima della giornata mondiale infatti, il Consiglio d’Europa ha steso un rapporto in cui puntava il dito anche contro l’Italia. In particolare, sono state le dichiarazioni di Luigi Di Maio a mettere in allerta, accusandolo di  esercitare «pressioni finanziarie, il favoritismo e altre forme di manipolazione indiretta del media» che « possono costituire museruole insidiose e sono usate sempre di più da politici di ogni colore». Il riferimento era alla richiesta del vicepremier rivolta «alle imprese detenute dallo Stato di smettere di fare pubblicità sui giornali» e all’annuncio di «piani per una ‘riduzione dei contributi pubblici indiretti ai media nella legge di bilancio 2019′”, due iniziative che rischiano di indebolire i giornali e l’indipendenza dei media». Il rapporto del Consiglio d’Europa non dimentica nemmeno il linguaggio usato in alcuni post del novembre 2018 di Di Maio contro la categoria, definito « un linguaggio insultante contro giornalisti italiani e chiedeva nuove restrizioni legali sugli editori».

Il monito di Sergio Mattarella: «Le istituzioni hanno il dovere di sostenere i giornalisti»

A lanciare un monito è anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che sempre ieri ha scritto una lettera all’Unione Cronisti Italiani nella quale sottolinea che «anche in Italia di verifica un alto numero di intimidazioni e atti ostili nei confronti dei giornalisti che esercitano la loro fondamentale funzione». «Le istituzioni della Repubblica e la società civile – continua Mattarella –  hanno il dovere di sostenerli e non lasciarli soli».

(credits immagine di copertina: ANSA/ANGELO CARCONI)