Il report settimanale di Gimbe: «Continua la crescita del rapporto positivi/casi testati» 

Il confronto parte dalla terza settimana di luglio: dal 0,8 al 2,8%

Enzo Boldi 24 Set 2020
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Come accade da due mesi, il numero di contagi quotidiani risulta essere ben più elevato rispetto ai dati raccolti tra la fine di maggio e giugno. Il report Gimbe 16-22 settembre mette in risalto come da metà luglio non siano cresciuti solamente i nuovi casi Covid in Italia, ma anche come il rapporto tra positivi e casi testati abbia intrapreso un trend in costante aumento. Si è passati dallo 0,8% del monitoraggio nella settimana dal 15 al 21 luglio, al 2,8% dell’ultimo rilevamento. I ricoveri con sintomi e quelli in terapia intensiva registrano un leggero aumento, ma non preoccupante.

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«Nell’ultima settimana – spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione, commentando il report Gimbe 16-22 settembre – risale l’aumento dei nuovi casi, in conseguenza dell’incremento sia dei casi testati sia del rapporto positivi/casi testati. Si conferma inoltre la crescita costante dei pazienti ospedalizzati con sintomi e di quelli in terapia intensiva». E i numeri in crescita sono visibili dal i due grafici. Il primo riguarda la curva sul rapporto tra positivi e casi testati.

Report Gimbe 16-22 settembre

Il secondo, invece, è quello che indica la variazione (in crescita costante dall’inizio di agosto) degli attualmente positivi.

Report Gimbe 16-22 settembre

«Fortunatamente – prosegue Cartabellotta – la composizione percentuale dei casi attualmente positivi si mantiene costante: mediamente il 93-94% sono asintomatici/oligosintomatici; i pazienti ricoverati con sintomi rappresentano il 5-6% del totale e quelli in terapia intensiva lo 0,5%, anche se con differenze regionali rilevanti». Insomma, dopo quanto accaduto a marzo, la situazione ospedaliera resta comunque sotto controllo.

La geografia dei contagi

Le maggiori variazioni a livello di nuove infezioni, nel report Gimbe 16-22 settembre, si sono verificate in Campania, Lazio, Sicilia, Veneto, Piemonte e Toscana.

Numeri migliori, invece, in Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Umbria, Friuli Venezia Giulia e Basilicata. In queste Regioni i casi sono diminuiti rispetto all’ultimo monitoraggio della fondazione Gimbe.

(foto di copertina: da Fondazione Gimbe)