Abbiamo bisogno di sentirci dire che la curva si sta raffreddando. Ma il raffreddamento è un’altra cosa

Il rapporto effettivo tra casi testati e tamponi positivi non indica una curva in netto calo

13/11/2020 di Enzo Boldi

rapporto casi testati-positivi

Si dice che la percentuale di positivi sui tamponi effettuati mostri una curva in calo, in leggero raffreddamento rispetto alle scorse settimane. Ma si tratta di un dato inesatto: quel calcolo (che, prendendo come esempio i numeri di oggi venerdì 13 dicembre, si attesta attorno al 15,6%, in calo dello 0,3% rispetto alla rilevazione settimanale precedente) tiene conto di tutti i tamponi effettuati. Quindi si tratta della summa totale tra i nuovi casi testati e i test effettuati (il cui risultato è stato pubblicato oggi) per verificare la positività (o negatività) di chi era già risultato positivo al primo tampone. Insomma, si tratta di un dato spurio che non restituisce la reale fotografia della situazione epidemiologica in tutto il Paese. Le condizioni in cui versa l’Italia si evidenziano dal rapporto casi testati-positivi-

LEGGI ANCHE > Cosa c’è di positivo e cosa c’è di negativo nei dati sul coronavirus del 13 novembre

E a offrire uno spunto di riflessione interessante è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe che dall’inizio dell’emergenza sanitaria monitora la situazione basandosi sui dati del Ministero della Salute, scindendoli e analizzandoli nel profondo con una lettura profonda che non si ferma ai meri numeri che ogni giorno vengono pubblicati nei bollettini.

Rapporto casi testati-positivi, il vero dato da tenere in conto

Il grafico proposto da Cartabellotta, redatto dalla Fondazione Gimbe, mostra come la percentuale del rapporto casi testati-positivi sia di gran lunga più alta. Questo dato, infatti, è stato epurato dai cosiddetti ‘tamponi di controllo’. Insomma, si tratta di numeri che si basano prendendo in considerazione solamente i primi tamponi che diagnosticano l’eventuale positività al Coronavirus. E il risultato finale non è quel 15,6% emerso oggi (utilizzando il metodo della summa totale), ma di gran lunga più elevato (di oltre 10 punti percentuali). Ed è per questo che se la logica dell’ottimismo non deve mai abbandonare le nostre giornate, il livello di attenzione deve continuare a essere molto elevato.

Quanti sono gli italiani soggetti ai diversi livelli di restrizione

Un altro dato curioso, statistico ma che offre il nuovo specchio dell’Italia, riguarda il numero di cittadini che si trovano ad affrontare i diversi livelli di restrizioni. In zona rossa (a partire da domenica 15 novembre, quando entrerà in vigore l’ordinanza firmata da Speranza) ci saranno circa 25milioni e mezzo di cittadini; in zona arancione circa 20 milioni e mezzo; in zona gialla poco più di 13 milioni. Un dato che si basa sul numero di abitanti sparsi per le varie Regioni italiane, ma che rappresenta lo specchio della situazione in Italia.

Share this article