L’assist di Platinette a Pro Vita: «L’utero in affitto è violenza, i rapporti omosessuali sono poliamorosi: non serve matrimonio»

di Ilaria Roncone | 07/07/2020

L’intervista di Platinette è stata accolta con la gioia massima da Pro Vita e chi per essi. Nel suo intervento Mauro Coruzzi ha affermato che «il ddl contro l’omofobia non serve» e che «i rapporti omosessuali sono poliamorosi, che bisogno c’è del matrimonio?». Una lunghissima lista di luoghi comuni che hanno un solo effetto: allontanare ancora di più la comunità LGBTQ+ dall’obiettivo, facendola apparire diversa e – sopra ogni cosa – incapace di monogamia. Nemmeno a dirlo, il riferimento è solo agli omosessuali e tanti saluti a lesbiche, bisessuali, transessuali a cui evidentemente a Platinette poco interessa.

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Pro Vita condivide l’intervista a Platinette

Oltre ad avere etichettato il ddl Zan come «un bavaglio che annoia», Platientte ha fornito una serie di spunti che possono essere un punto di vista più o meno valido, a seconda delle proprie opinioni, ma che sono un assist enorme per tutti coloro che marciano contro il decreto contro l’omobitransfobia.

Il «vittimismo LGBT» di cui parla Platinette non esiste

Stando a quanto affermato da Platinette sembrerebbe che le persone della comunità non siano vittima di discriminazioni perpetrate sulla base del loro orientamento sessuale e della loro identità di genere. Solo la scorsa settimana con l’aggressione omofoba alle Cinque Terre e quella prima con l’aggressione a Pescara – che è valsa una placca dentro la mascella a un giovane uomo – due gravi atti di violenza sono balzati all’onore di cronaca nazionale. Quanti altri ce ne sono che, invece, rimangono impuniti e non denunciati perché – appunto – attualmente non esiste una legge che tuteli chi è vittima di aggressioni verbali e fisiche per orientamento sessuale e identità di genere.