Paolo Mieli e il vaccino che non farebbe se «fosse in età di far figli»

Il giornalista e scrittore è stato ospite di Otto e Mezzo

21/11/2020 di Enzo Boldi

Paolo Mieli sul vaccino anti-Covid

Il tema della giornata, a livello mediatico e di opinione pubblica, è stato il commento di Andrea Crisanti sul vaccino anti-covid. Parole che hanno provocato moltissime polemiche, anche all’interno della stessa comunità scientifica. In serata si è parlato di tutto ciò anche a Otto e Mezzo, su La7. In collegamento con Lilli Gruber c’erano il direttore de La Stampa Massimo Giannini, il direttore vicario dell’Oms e componente del Comitato Tecnico-Scientifico Ranieri Guerra e l’attrice Monica Guerritore. Ma l’attenzione si è spostata sulle parole di Paolo Mieli sul vaccino anti-covid.

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«Io lo farei, vista la mia età – ha detto il giornalista rispondendo alla domanda di Lilli Gruber -. Ma la procedura ha qualcosa di sospetto: il primo giorno un’azienda annuncia un vaccino che funziona al 90%, il giorno dopo si vendono le sue azioni in borsa. Il terzo giorno arriva l’annuncio di un’altra azienda per un prodotto funzionante al 94,5%. Il quarto giorno la prima azienda alza l’asticella arrivando al 95%. Poi arriva il quinto giorno, con una terza casa farmaceutica che dice che il suo vaccino verrà a venduto a due euro».

Paolo Mieli sul vaccino anti-covid «in età di far figli»

Poi quel ‘ma’: «Ripeto, io lo fare. Ma se fossi giovane e in età di far figli, ci penserei bene». Insomma, Paolo Mieli sul vaccino anti-Covid ha molti dubbi. Ma Ranieri Guerra prova a spiegarli come non ci sia stata alcuna forzatura delle procedure, se non un’accelerazione: «Nel momento in cui il vaccino è registrato, non c’è nessuna scappatoia. Abbiamo risparmiato tempo per molti motivi: uno l’impegno delle case farmaceutiche che hanno finanziato la ricerca e, ora, la produzione. Il tutto prendendo in analisi ogni singola fase. Una volta che si sarà la registrazione vorrà dire che tutto ha seguito la procedura».

La correzione che non cambia la sostanza

Alla fine Paolo Mieli ha ripreso la parola, cambiando di poco la sostanza: «Io lo faccio. Fare la prima ondata sulle persone più a rischio. Poi, solo dopo, a quelle più giovani perché se se lo prendono non muoiono». E Ranieri Guerra ha replicato sottolineando come così il virus continuerebbe a circolare.

(foto di copertina: da Otto e Mezzo, La7)

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