Vigorito a Giornalettismo: «Tante fake news sulle mie parole, vedremo se la giustizia sportiva seguirà i fatti o le opinioni dei giornali»

Il presidente del Benevento lamenta la pubblicazione di tante fake news all'indomani del suo sfogo a Sky Sport

11/05/2021 di Gianmichele Laino

Amareggiato. Forse è questo il sentimento che abbiamo colto nelle parole di Oreste Vigorito, il presidente del Benevento che oggi pomeriggio, alla vigilia di un match fondamentale per la permanenza in Serie A dei sanniti e prima di partire per Bergamo, ha parlato ai microfoni di Giornalettismo. In primo luogo per fare chiarezza. Perché le sue parole, pronunciate al termine della partita Benevento-Cagliari ai microfoni di Sky Sport, sono state talvolta stravolte da quel girone infernale rappresentato dal tam tam mediatico. In una sorta di «gioco del telefono senza fili», una frase pronunciata a caldo assume sfumature che non era nelle intenzioni dell’autore dare. A volte si trasformano in vere e proprie fake news.

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L’intervista esclusiva di Oreste Vigorito a Giornalettismo

Oreste Vigorito le ha messe in fila insieme a noi. Al termine della partita ha contestato la decisione dell’arbitro Paolo Silvio Mazzoleni, protagonista in sala var dell’episodio che, alla fine, ha avuto una fondamentale influenza sul risultato finale. Ha richiamato al monitor Doveri, che ha cancellato il rigore in favore dei padroni di casa precedentemente assegnato.

«Io ho parlato di una violazione del regolamento del Var – ci dice Vigorito -. Ho anche aggiunto tra le mie frasi che il signor Mazzoleni veniva chiamato a decidere sorti di partite per le quali il soccombente era sempre una squadra del sud. Ma non stavo riportando una convinzione mia: stavo semplicemente riportando dei messaggi che mi stavano arrivando. Il giorno dopo, però, sono usciti degli articoli con titolo: “Vigorito: Mazzoleni abbatte il sud”. Non era una mia affermazione, era un riportare affermazioni che arrivavano da molte parti d’Italia. Ci tengo a chiarirlo perché l’opinione di uno è una cosa, l’opinione di altri è cosa diversa. È stato trasferito al pubblico come mio pensiero un pensiero che apparteneva a molti: io ho conservato tutti i messaggi sul telefonino che manifestavano questa opinione. Il modo in cui è stata raccontata questa cosa mi ha dato molto fastidio».

Ma non c’è solo questo. Il presidente del Benevento è stato accusato persino di fare del complottismo. Altra ricostruzione ex post da parte dei quotidiani, che il diretto interessato ha voluto fortemente smentire: «Si è voluto trasferire su un’idea di complotto, parola che non ho mai pronunciato e che pure mi è stata attribuita, ai danni del Benevento per la mia amicizia con l’avversario politico e sportivo, che arriva da Avellino (città dove io concentro molte delle mie attività), il presidente della Figc Cosimo Sibilia. Io sarei vittima di manifestazioni degeneri del palazzo perché amico di Sibilia. Questa è un’altra delle frasi scritte su siti e giornali e che io non ho mai pronunciato».

I due punti contestati sono dunque diventati i punti base di una narrazione che, per forza di cose, è difforme alla retta dei fatti: «Nel primo caso – sintetizza Vigorito – mi è stata attribuita un’accusa, mentre io volevo sottolineare semplicemente la violazione del protocollo del Var; nel secondo caso, si tendeva ad ampliare questo senso di sconforto e delusione derivante da un concetto di complotto. Due affermazioni che, ripeto, mi hanno dato molto fastidio e che fanno più male che bene. Per me, invece, resta l’errore commesso dalla terna arbitrale e dalla sala Var perché l’intervento di Mazzoleni sarebbe stato giustificabile solo per stabilire se il fallo era stato commesso oppure no».

Ora, nel mirino delle indagini della procura federale c’è finito Oreste Vigorito. Atto dovuto, di cui lui stesso è consapevole. Ma il discrimine nella decisione che ne deriverà dovrà essere molto chiaro, come ci ha anticipato in questo passaggio: «Era naturale ed evidente aspettarsi che sulle mie affermazioni si aprisse un’indagine – ha spiegato Vigorito -, meno evidente era stabilire che quelle affermazioni fossero un’accusa provata, perché non ho fatto accuse. Ho semplicemente affermato che ci sono state delle situazioni la cui entità non è stata valutata nel modo giusto. È chiaro che avrebbero dovuto aprire un’indagine, poi si vedrà sulla base di quali conclusioni andranno a chiuderla e quali sono le motivazioni di queste conclusioni: quando saranno pronunciate, capiremo che la giustizia sportiva si appoggia sui fatti o sulle opinioni dei giornali».

La fake news “bonus” sulla Salernitana

Per non farsi mancare nulla, in questi giorni Vigorito è stato indicato anche come possibile acquirente della Salernitana, altra squadra italiana promossa in Serie A. La partecipazione societaria di Claudio Lotito, proprietario della Lazio, impone al presidente di cercare un acquirente per la squadra neopromossa. Il giro di fake news non poteva non comprendere anche un presunto coinvolgimento di Vigorito, numero uno di una squadra che, tra le altre cose, non è ancora retrocessa. L’indiscrezione viene smentita categoricamente ai nostri microfoni: «Uno non si toglie mai il vestito che ha addosso. Io ho una società che guido da 15 anni: per mia abitudine io non mollo mai una creatura. La Salernitana come tifoseria e come simbolo di una città ha avuto i miei complimenti gioiosi: ha una tifoseria che si merita la promozione in Serie A. Da qui a farmi protagonista di una trattativa con il signor Lotito ne corre tanto. Ma il calcio è fatto di tanta fantasia. A volte fa sognare, a volte fa staccare dalla realtà».

Foto Luciano Adriani/Italyphotopress – Benevento

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