Le Ong in coro: «Agiremo seguendo la legge del mare. Faremo come Carola e la Sea Watch»

di Enzo Boldi | 03/07/2019

Ong
  • Le Ong dichiarano di esser pronte a seguire l'esempio di Carola Rackete

  • In futuro si seguirà il diritto internazionale e la legge del mare

  • Poi su Salvini: "Dovrebbe mettere piede su una nave prima di parlare"

Il gesto di Carola Rackete ha messo in evidenza come il diritto internazionale abbia avuto la meglio – non in modo coatto, ma secondo accordi interni ed esterni – sulla legislazione italiana , come il decreto sicurezza bis. Lo ha scritto il gip di Agrigento nella sua ordinanza che non ha confermato gli arresti domiciliari per la comandate della Sea Watch 3, spiegando come gli articoli 10 e 117 della nostra Costituzione facciano prevalere le norme internazionali su quelle nazionali. Ed per questo che le Ong – che oggi hanno disertato l’incontro in commissione dopo l’altolà di Lega e M5S alla presenza dei rappresentanti italiani di Sea Watch – hanno detto che il loro comportamento seguirà l’esempio di Carola Rackete.

«Noi facciamo monitoraggio nel Mediterraneo. Se dovessimo trovarci in una situazione in cui siamo l’unica imbarcazione che può svolgere il salvataggio, agiremo come ci impone la legge del mare – ha detto Alessandro Metz di Mediterranea Saving Human durante una conferenza stampa congiunta delle Ong -. Faremo quello che è previsto dalle normative che ci obbligano a comportarci in un certo modo, come ha fatto la Sea Watch. È così che abbiamo fatto e così faremo».

Le Ong: «Faremo come Carola e la Sea Watch»

Nei vari discorsi affrontati nel corso della conferenza stampa, c’è stato proprio il comportamento di Carola Rackete. L’ordinanza di liberazione (anzi, di mancata convalida della misura cautelare) del gip di Agrigento – che per questo è finita nel mirino dei social con insulti e minacce, condite da allusioni fatte dallo stesso Matteo Salvini – ha di fatto smontato il decreto sicurezza bis, spiegando che il soccorso di esseri umani ha la precedenza su tutto.

Se Salvini salisse su una nave…

Il ministro dell’Interno è stato più volte chiamato in causa con le parole di Giorgia Linardi (attivista e portavoce di Sea Watch Italia): «Salvini si culla sul fatto di non avere alcuna idea della direzione che prende, delle cose di cui parla: se salisse anche lui su una nave come hanno fatto alcuni deputati e non si rendesse conto, se non tendesse una mano, sarebbe un mostro perché si tratta di umanità istintiva. Sarebbe una esperienza che potrebbe giovare, invece è una persona che senza alcun diritto ci insulta dalla mattina alla sera invece di ottemperare ai propri doveri e noi di questo ci siamo stancati».

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