Mikel Arteta e Hudson-Odoi, i primi due casi di contagio in Premier League

di Enzo Boldi | 13/03/2020

Mikel Arteta
  • I primi due casi di positività in Premier League

  • Si tratta dell'allenatore dell'Arsenal Mike Arteta

  • E dell'attaccante del Chelsea Callum Hudson-Odoi

Le prime due positività al Coronavirus potrebbero portare la Premier League alla sospensione. Quest’oggi si riuniscono d’urgenza i vertici del calcio britannico dopo il doppio contagio, acclarato dai test, dell’allenatore dell’Arsenal Mikel Arteta e dell’attaccante del Chelsea Callum Hudson-Odoi. Fino a questo momento, il campionato di calcio inglese era l’unico (tra i maggiori) a non aver preso nessuna decisione per contenere l’aumento dei contagi, neanche la soluzione delle porte chiuse. The show must go on, era il motto silente che circolava negli stadi inglesi. Ora, però, le cose potrebbero cambiare.

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E forse accadrà inevitabilmente. Già nei giorni scorsi tre calciatori del Leicester erano in auto-isolamento dopo aver accusato febbre e qualche problema respiratorio. A rendere nota questa decisione era stato lo stesso club sui propri canali social, non comunicando i nomi dei propri tesserati. Su di loro, probabilmente, è stato effettuato il tampone e l’esito dovrebbe arrivare nelle prossime ore. Nel frattempo, però, da Londra sono arrivati i primi due casi di positività.

Mikel Arteta e Hudson-Odoi positivi al Coronavirus

Il risultato positivo del tampone di Mikel Arteta e Hudson-Odoi obbligherà Arsenal e Chelsea a rimanere ai box per almeno due settimane. Lo prevede il protocollo: quarantena volontaria per tutte le persone che sono entrate in contatto con coloro i quali sono risultati contagiati dal Covid-19. Insomma, se la Premier League continua a tentennare sulla decisione della sospensione del campionato, di sicuro almeno due squadre sono costrette a fermarsi.

In attesa delle decisioni della Premier League

Nel frattempo lo stesso tecnico spagnolo dell’Arsenal ha provato a rassicurare tutti con un messaggio sui social: «Questo è veramente fastidioso, ho effettuato il test dopo essermi sentito male. Tornerò al lavoro non appena mi verrà permesso». O quando sarà permesso di tornare a giocare a pallone.

(foto di copertina: da profilo Instagram)