Le maschere da snorkeling trasformate in respiratori per pazienti subitensivi

31/03/2020 di Ilaria Roncone

Non solo le mascherine di Bunny il coniglietto di De Luca devono catturare la nostra attenzione, anche le buone idee. Quelle che, partendo da maschere da snorkeling permettono di arrivare a respiratori per pazienti subintensivi. L’idea ha dato vita al progetto Easy Covid-19 Mille respiri per Bergamo e Monza Brianza, sostenuto da un gruppo di amici, imprenditori e professionisti di Bergamo e Brescia guidati da Carlo Pedrali e in collaborazione con l’UCID Monza e Brianza. Easy Covid permette di avere accesso a tutte le istruzioni per realizzare dei respiratori a partire dalle maschere CPAP, ideali per mantenere aperte le vie aeree di chi pratica snorkeling e non solo.

LEGGI ANCHE >>> Galli contro Gismondo (entrambi del Sacco) sull’origine del virus in laboratorio: «Servirebbe dignitoso riserbo»

Valvola Charlotte, il respiratore brevettato da una maschera da snorkeling

Gli autori del progetto fanno sapere che hanno reso accessibili a tutti «le indicazioni per la realizzazione della valvola Charlotte, un elemento brevettato che permette la rapida conversione di maschere da snorkeling in supporti che possono aiutare nel trattamento di pazienti Covid subintensivi» a partire dalle «maschere CPAP». Aggiungono anche una precisazione, ovvero che «dal momento in cui queste non dovessero essere reperibili rendiamo disponibile un supporto equivalente». Il materiale che è già stato realizzato è pronto per essere distribuito gratuitamente a chiunque ne facesse domanda con la promessa di far arrivare le maschere sul territorio nel minor tempo possibile. Per maggiori informazioni su come avere le maschere occorre scrivere per l’area di Bergamo a millerespiriBG@gmail.com e per l’area di MonzamillerespiriMB@gmail.com.

Da dove nasce l’idea

A chiarire l’intuizione ci pensa Renato Favero, ex primario dell’ospedale di Gardone Valtrompia. Il colpo di genio è arrivato «osservando una maschera da snorkeling» e notando «le sue somiglianze con alcuni strumenti utilizzati in terapia intensiva e subintensiva». Il medico si è reso conto, mentre seguiva gli sviluppi della diffusione coronavirus, che «bastavano pochi interventi per rendere la maschera da immersione funzionale per un altro scopo e ho condiviso l’idea con Isinnova e Decathlon, trovando la loro disponibilità per la realizzazione». Doveroso specificare, come ha sottolineato Favero, che la maschera non ha l’indicazione di uso di un respiratore ma che può andare a sostituire altri strumenti già utilizzati. All’azienda Oldrati, già produttrice di maschere da snorkeling, il compito di stampaggio e iniezione delle valvole Charlotte.

Benefici della maschera da snorkeling come respiratore

Tra i benefici registrati nell’utilizzo di queste maschere da snorkeling trasformate in respiratori c’è l’ottenimento di alti livelli di SpO2 (% di ossigenazione del sangue), la possibilità per il paziente di appoggiare sia schiena che testa al letto o barella in una posizione più comoda mantenendo le orecchie libere così da non percepire il sibilo continuo dato dall’immissione di ossigeno a pressione positiva. Inoltre è possibile limitare fortemente il sopraggiungere di sensazioni di claustrofobia e i conseguenti potenziali attacchi di panico. Inoltre c’è da considerare che la struttura della maschera permette di proteggere sia le vie aeree che gli occhi del personale medico-sanitario dando la possibilità di accedere alle vie aeree del paziente più rapidamente.

Share this article