Intesa M5S e Pd su taglio dei parlamentari e legge elettorale, ma c’è il fantasma di Matteo Renzi

di Gaia Mellone | 11/09/2019

Intesa M5S e Pd su taglio dei parlamentari e legge elettorale, ma c'è il fantasma di Matteo Renzi
  • All'interno dell'alleanza giallorosso si sarebbe raggiunto un accordo di massima sulla legge elettorale

  • La riforma sarà in senso proporzionale con uno sbarramento al 4%

  • Un tentativo anche per arginare la scalata dello scissionista Matteo Renzi

L’ombra di Matteo Renzi su questo governo sembra allungarsi sempre di più, volente o nolente. Se da un lato l’ex presidente del Consiglio è stato uno dei fautori e sostenitori dell’alleanza giallorossa tra il suo partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, dimostrando di essere pronto a lasciarsi alle spalle gli antichi asti, dall’altro continua ad essere una, seppur piccola, pungente spina nel fianco del segretario Nicola Zingaretti. Il prossimo terreno di scontro sarà la legge elettorale: il governo spinge una riforma in chiave proporzionale, ma con uno sbarramento al 4% per far desistere scissioni.

Intesa M5S e Pd su taglio dei parlamentari e legge elettorale, ma c’è il fantasma di Matteo Renzi

Lo sbarramento al 4% è un’arma a doppio taglio. Una percentuale alta che tenderebbe i cittadini italiani a polarizzarsi intorno ai partiti più grandi, facendo fuori quelli più piccoli, che si troverebbero obbligati a coalizzarsi per non scomparire. Tanto che c’è già chi prevede un accorpamento di Leu con il Pd. Ma potrebbe tornare indietro come un boomerang per quanto riguarda i numeri della maggioranza al Senato. Il tentativo però, almeno da parte dei dem, è di arginare gli effetti della scissione di Matteo Renzi. Non viene più citata esplicitamente, ma aleggia sempre su ogni decisione. Anche in questo caso, Renzi porterebbe con sé la fazione maggioritaria del Partito, che potrebbe essere ostacolata proprio da quel 4%. I tempi per sistemare i dettagli ci sono,: sebbene sembra che il governo abbia raggiunto un accordo di massima sulla legge elettorale, prima bisognerà concludere l’iter del taglio dei parlamentari, poi con la riforma dei regolamenti delle due Camere e infine con la riforma elettorale. «Non ci impicchiamo sui tempi – ha dichiarato Graziano Delrio – questo deve essere il governo della fiducia reciproca». Un do ut des: taglio dei parlamentari a te, proporzionale con il 4% a me.

(Credits immagine di copertina: ANSA/ANGELO CARCONI)