Il profilo dell’influencer che dovrà rispettare le linee guida Agcom

Le nuove linee guida approvate dall'Autorità Garante non riguardano l'intero ecosistema dei creatori digitali

11/01/2024 di Enzo Boldi

In molti hanno “esultato” per la pubblicazione delle nuove linee guida di Agcom relative al mondo degli influencer. Quell’adozione del Tusma per quel che riguarda anche il mondo dei content creator sembra essere piovuta dal cielo, proprio nelle calde settimane in cui l’opinione pubblica si è divisa sul caso Ferragni-Balocco. Ma siamo proprio sicuri che queste nuove regole andranno realmente a impattare l’ecosistema degli influencer marketing? Per capire il peso specifico di ciò che sarà, abbiamo stilato il profilo-tipo del creator digitale che dovrà rispettare un regime normativo più rigoroso e meno flessibile.

LEGGI ANCHE > Non chiamatele linee guida anti-Ferragni: l’Agcom spiega come gli influencer devono rispettare il TUSMA

In attesa di un più preciso e strutturato codice di condotta, le nuove linee guida approvata nella giornata di mercoledì 10 gennaio dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni sfoltiscono l’ecosistema dei cosiddetti influencer che dovranno rispettare i paletti più stringenti previsti dal Tusma, il Testo Unico dei Servizi Media Audiovisivi. Perché tutto ciò non riguarderà indiscriminatamente chi utilizza i social network e guadagna (anche tramite adv e pubblicità, ovviamente in modo palese e trasparente) attraverso queste piattaforme.

Linee guida Agcom, il profilo dell’influencer tipo

A fornire il profilo tipo dell’influencer che dovrà rispettare i paletti stringenti delle nuove linee guida Agcom, è stata la stessa Autorità Garante:

«Le Linee guida definiscono un insieme di norme indirizzate agli influencer operanti in Italia che raggiungono, tra l’altro, almeno un milione di follower sulle varie piattaforme o social media su cui operano e hanno superato su almeno una piattaforma o social media un valore di engagement rate medio pari o superiore al 2% (ossia, che hanno suscitato reazioni da parte degli utenti, tramite commenti o like, in almeno il 2% dei contenuti pubblicati)». 

Quindi, se sei un content creator che ha meno di un milione di follower sulle diverse piattaforme social, si dovranno rispettare tutte le norme relative alla trasparenza (anche quella negli adv), ma senza incappare nelle eventuali sanzioni previste dall’equiparazione del settore dell’influencer marketing ai media audiovisivi. Per fare un esempio, il tema delle sanzioni differenti (da poco più di 10mila, fino a gli oltre 258mila euro di multa in caso di pubblicità occulta, subliminale e che sponsorizza dei prodotti o servizi vietati per legge, fino ai 600mila euro in caso di pubblicità rivolta a un pubblico minorenne).

Il fattore numerico

E c’è anche un altro tipo di analisi che deve essere necessariamente fatta. Queste linee guida sono rivolte alla platea italiana degli influencer. Stando alle ultime stime, raccolte proprio da Agcom e inserite all’interno del documento di consultazione pubblica lanciato a luglio (proprio per chiedere ai cittadini un parere sulle linee guida approvate, poi, nella giornata del 10 gennaio 2024), il numero non è poi così elevato:

«La rilevanza di tali nuovi attori nel mercato europeo è testimoniata anche dalla percentuale di influencer rispetto alla popolazione degli Stati membri: un recente studio ha messo in luce che il paese con la maggiore percentuale di influencer (definiti nel medesimo studio come soggetti che hanno raggiunto la maggiore età ed hanno più di 1.000 follower) è l’Italia (2,22%), seguita dalla Spagna (1,94%), dall’Irlanda (1,35%) e dal Portogallo (1,18%)». 

Dunque, l’Italia ha il 2,22% degli influencer (su scala globale). La maggior parte di loro, però, hanno un numero di gran lunga inferiore al milione di follower indicato (nel conto totale, sono stati inseriti tutti coloro i quali sono maggiorenni e hanno almeno mille follower) – come discriminante – all’interno delle linee guida Agcom. Questo vuol dire che, il provvedimento (e il futuro codice di condotta) non riguarderà una cospicua (e maggioritaria) fetta di content creator. Di fatto, sono esclusi i cosiddetti

  • nano-influencer: tra i 1.000 e i 10mila follower;
  • micro-influencer: tra i 10mila e i 100mila follower;
  • mid-tier (o macro) influencer: tra i 100mila e i 500mila follower.

E tutti coloro i quali ballano nella terra di mezzo tra i macro e i mega influencer. Ovvero quelli che sono a un passo dal diventare, utilizzando il gergo dell’influencer marketing, “Celebrities”. Inoltre, aspetto non sottovalutabile, si parla di panorama italiano e non essendo una norma e una linea guida universale, i comportamenti scorretti (ai sensi del Tusma) degli attori stranieri (che, ovviamente, sono seguitissimi anche dal pubblico italiano) non rientrano nelle fattispecie indicate nelle linee guida.

Share this article
TAGS