Libero rovescia le dichiarazioni di Vespa su Mussolini

L'assurda tesi difensiva del quotidiano di Senaldi che difende le bufale dette dal giornalista ad Agorà

18/11/2020 di Enzo Boldi

Libero difende Vespa

Forse non lo hanno ascoltato bene. O, forse, non conoscono bene la storia. Libero difende Vespa dopo le polemiche nate ieri per alcune dichiarazioni dello storico giornalista Rai nel corso della sua ospitata (per pubblicizzare il suo nuovo libro) ad Agorà. Come abbiamo già puntualmente sottolineato nella giornata di ieri, poco dopo quelle parole andate in onda e in diretta, il suo discorso era ricco di bufale sulle politiche sociali attuate da Benito Mussolini durante il Ventennio Fascista. Dalla nascita dell’Inps fino alla settimana lavorativa di 40 ore. Tutte cose non vere e smentite dalla storia. Ma non per Gianluca Veneziani.

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Insomma, tutte fake news raccontate in diretta senza colpo ferire ad Agorà. Nessuno lo ha fermato per dirgli che l’Inps (e il sistema previdenziale) non è stato inventato sotto il fascismo e che la settimana lavorativa da 40 ore è stata introdotta da Benito Mussolini. Ma non è così. Eppure Libero decide che la vera verità, anzi quella «senza preconcetti», sia quella narrata da Bruno Vespa. Insomma, il quotidiano di Pietro Senaldi non ha capito quali erano le contestazioni.

Libero difende Vespa parlando di ricostruzione «senza preconcetti»

Ma la difesa non poteva che arrivare da Libero. Perché in un articolo in cui, invece di smentire la falsa ricostruzione storia sulle (non) opere (non) fatte dal Duce durante il Ventennio fascista, il pezzo a firma di Gianluca Veneziani è un attacco a chi ha criticato Bruno Vespa. Insomma, il revisionismo del revisionismo offerto in diretta televisiva del giornalista e conduttore di Porta a Porta. ‘Così è (se vi pare)’, diceva Pirandello. Ma questo è più un mondo di maschere e mascherine dietro cui ci si cela.

(foto di copertina: da Agorà, su Rai3 + Tweet di Libero quotidiano)

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