I casi di ‘legittima difesa’ sono molto inferiori rispetto a quanto crediamo

di Enzo Boldi | 29/03/2019

Legittima difesa
  • Giovedì il Senato ha approvato la riforma della Legittima difesa

  • Un provvedimento considerato urgente, ma i numeri e le statistiche dicono il contrario

  • I reati (furti, rapine e omicidi legati ai primi due) sono in netto calo, così come i casi giuridici

La riforma della legittima difesa è stata annunciata come un argomento da affrontare urgentemente perché prioritaria per tutti i cittadini italiani. Al netto delle considerazioni che si possono fare del nuovo testo che la dichiara sempre legittima – seppur commisurata all’offesa che deve essere comunque valutata da un giudice e per questo Giorgia Meloni l’ha definita «deludente» -, occorre fare alcune valutazioni sul grado di rischio decantato in particolar modo dalla Lega – il M5S se ne è lavato le mani spiegando di aver solamente rispettato il contratto di governo – e sui numeri dei casi registrati in Italia.

Il quotidiano La Stampa, analizzando le statistiche del Ministero di Grazia e Giustizia, ha riscontrato solamente 24 procedimenti per legittima difesa tra il 2013 e il 2016. Nello stesso quadriennio ci sono stati 11 processi per eccesso colposo. Numeri che portano a ritenere l’urgenza paventata dalla Lega non poi così ‘urgente’. Ma si trattava di una promessa elettorale basata sul sentimento della gente che ora, con questa nuova legge, pensa di essere più sicura all’interno delle proprie abitazioni o aziende. Come se una pistola sotto al cuscino fosse garanzia di serenità.

La legittima difesa era così urgente?

La Stampa, nel lavoro fatto da Raphaël Zanotti basato sui dati del Dicastero ora guidato da Alfonso Bonafede e su quelli dei rapporti Istat (che ha raccolto il numero di denunce fatte alla Polizia di Stato da parte dei cittadini italiani), ha anche analizzato l’andamento dei reati che vengono toccati in primo piano da questa riforma della legittima difesa. E i numeri non sembrano indicare una così preminente urgenza, come invece indicato dalla priorità leghiste in campagna elettorale e nei primi nove mesi del suo governo al fianco del Movimento 5 Stelle.

I dati Istat e il calo di furti e rapine in Italia

Nel decennio che va dal 2008 al 2017, infatti, i grafici mostrano un sali e scendi dei reati quali furti in negozio, in casa, rapine in abitazione e omicidi durante furti e rapine.

Il trend è stato in costante aumento nel periodo tra il 2008 e il biennio 2013-2014, ma poi la curva ha registrato un calo evidente negli ultimi anni. I furti in negozio sono passati dagli oltre 106mila del 2014 ai 90mila del 2017 (in linea con il record negativo, o positivo, del 2009); quelli in casa sono nettamente diminuiti dal 2014 in poi, così come le rapine in abitazione (calate del 36,4% nel 2017 rispetto al picco massimo del 2013). Infine i reati più efferati, quelli dei furti e delle rapine culminate in omicidio. In questo caso i numeri sono sempre stati incostanti, ma il picco massimo del 2012 (43 casi) stride con i 16 eventi registrati nel 2017.

(foto di copertina: Archivio Ansa – immagine nell’articolo: da pagina 24 de La Stampa del 29 marzo 2019)