La favola di Alphonso Davies, dopo la Champions i complimenti di Trudeau

Il terzino rivelazione del Bayern ha celebrato il successo contro il Psg sui social ricordando i suoi inizia nella fredda Edmonton in un simpatico scambio di tweet con il primo ministro canadese

25/08/2020 di Redazione

Il tweet di Davies

Dal Ghana alla Champions passando per il Canada. La favola di Alphonso Davies è una delle storia da copertina del Bayern campione d’Europa e a coronare il momento magico del terzino canadese non poteva mancare il tweet di Davies al primo ministro Justin Trudeau. Uno scambio che nasce dall’orgoglio con cui il Canada ha vissuto la travolgente crescita del giovanissimo nazionale della foglia d’acero e finisce con una simpatica richiesta di deroga alle regole di sicurezza sociale in vigore per la pandemia da Covid 19.

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Il tweet di Davies sui sogni che si relizzano

Nato da genitori liberiani in un campo profughi in Ghana nel novembre del 2000, Davies arriva con tutta la famiglia in Canada nel 2005 e dopo aver giocato per anni con la nazionale liberiana nel 2017 diventa cittadino canadese ed esordisce con i Reds. Una storia tipicamente canadese, con l’unica differenza che il ragazzo è bravo a giocare a calcio. Tanto bravo da essere il primo 2000 a esordire in MLS con i Vancouver White caps, che lo hanno prelevato dagli Edmonton Strikers. E proprio Edmonton, con la sua neve e i -40 gradi d’inverno, è al centro del tweet di Davies, che racconta il sogno di un ragazzino che dalla patria dell’hockey e del curling arriva ad alzare la Coppa dei Campioni dopo un torneo da protagonista in un club storico come il Bayern Monaco.

E proprio qui arriva Trudeau, che come tanti canadesi ha festeggiato come un successo del Canada l’1-0 di domenica dei bavaresi sul Psg. E non ha perso occasione per ricordare come il Canada, che ha accolto Davies quando aveva appena cinque anni, sia fiero del primo nazionale canadese che alza la Champions. Un tweet al quale il giovane terzino del Bayern, che in MLS era una punta devastante, non ha saputo resistere chiedendo al primo ministro di fare uno strappo alla regola che prevede 14 giorni di quarantena per chi entra in Canada e di lasciarlo entrare per una settimana.

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