Come Greta Thunberg a Davos liquida la domanda sugli haters leggendo un comunicato «che la gente deve conoscere meglio»

di Gianmichele Laino | 21/01/2020

Greta Thunberg a Davos
  • Greta Thunberg ha fatto il suo primo intervento a Davos

  • Le hanno fatto una domanda sugli haters

  • Lei l'ha ignorata per concentrarsi sull'argomento realmente importante: il cambiamento climatico

Il primo panel di Greta Thunberg a Davos è già diventato virale. Sia per i contenuti delle sue risposte all’interno del confronto con Salvador Gómez-Colón, Natasha Mwansa, Edward Felsenthal e Autumn Peltier, dal titolo Forging a Sustainable Path towards a Common Future, ma soprattutto per il modo con cui la diciassettenne attivista svedese ha saputo imporre le sue argomentazioni alla platea del World Economic Forum.

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Greta Thunberg a Davos evita la domanda sugli haters per concentrarsi sul clima

Greta Thunberg a Davos, infatti, è stata osservata molto attentamente dalla platea delle persone che sono arrivate in Svizzera per l’importante appuntamento annuale, dove le persone più influenti del pianeta si incontrano per discutere sullo stato delle questioni più importanti dell’attualità. Le è stato chiesto, in una delle tante domande, il suo rapporto con gli haters e con gli odiatori della rete, di cui Greta Thunberg è bersaglio costante, sin da quando – lo scorso anno – ha iniziato la sua battaglia personale contro il cambiamento climatico.

Greta Thunberg a Davos ha dato una lezione: gli haters vanno ignorati. Non ha senso nemmeno parlarne. Come risposta alla domanda sul tema, infatti, Greta ha risposto: «Vorrei leggere qualcosa che ritengo che le persona abbiano bisogno di conoscere meglio rispetto a come mi rapporto con gli haters». Il tutto ha strappato anche una piccola risata ironica al pubblico solitamente composto del World Economic Forum.

A quel punto, infatti, Greta ha iniziato a snocciolare i dati più preoccupanti relativi al cambiamento climatico, con le rilevazioni sulla temperatura globale e sull’emissione dei gas serra che continua a imperversare nonostante gli accordi economici per salvaguardare la sostenibilità dell’industria. «Ho snocciolato questi dati in quasi tutti i miei discorsi degli ultimi 18 mesi. Voi non ne volete sapere niente di questi numeri, ma io continuerò a ripeterli finché non li ascolterete». Il dato riguarda in modo particolare la probabilità del 67% di mantenere, nei prossimi mesi, la temperatura atmosferica al di sotto dell’aumento ritenuto irreversibile di 1,5 gradi centigradi.