I QAnon’s che stanno aspettando il giuramento di Trump il 4 marzo

Le teorie si stanno diffondendo su alcuni social network come GAB, ma "gli influecer" frenano

04/03/2021 di Gianmichele Laino

Oggi c’è un giuramento Trump, che gli permetterebbe di tornare alla Casa Bianca. O almeno è quello che credono i seguaci di QAnon che continuano a evocare questa data su alcuni social network sovranisti (dopo il blocco di Parler, ad esempio, diversi influencer qanonisti si sono spostati su GAB, un microblogging diventato tristemente famoso dopo la sparatoria contro la sinagoga di Pittsburgh). Il giuramento, come anticipato, dovrebbe avvenire in gran segreto proprio il 4 marzo, magari in uno degli hotel del magnate statunitense.

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Giuramento Trump il 4 marzo, da dove parte la teoria

Spiegare perché sia stato scelto proprio il 4 marzo (il giuramento ufficiale di Joe Biden è avvenuto, ormai, ben sei settimane fa, il 20 gennaio) è come entrare in un mondo parallelo, fatto di complotti, di teorie dell’assurdo, di lotta senza quartiere allo stato americano così concepito. Insomma, bisogna entrare nella testa di un QAnon per capirlo. Noi ci proviamo.

Innanzitutto, i sovrasti di estrema destra sono da sempre abituati a dare una eccessiva importanza al District of Columbia Organic Act del 1871. Questa legge, in realtà, rendeva il distretto una corporazione municipale, ma secondo i QAnons sarebbe il vero tassello in base al quale gli Stati Uniti si sono trasformati da stato federale in società per azioni. La conseguenza di questo atto sarebbe l’illegittimità di qualsiasi presidente degli Stati Uniti da quel momento in poi.

Per questo, Qanon giustifica la sua contrarietà all’ordinamento statale, alla tassazione, alle leggi approvate successivamente. La concezione dei complottisti statunitensi è sempre stata quella di richiamarsi a uno Stato delle origini: e qui arriviamo anche alla data del 4 marzo. Originariamente, prima di un emendamento alla costituzione USA del 1933, la data ufficiale del giuramento per i presidenti americani era proprio il 4 marzo. Dunque, i seguaci di Qanon pensano che il loro beniamino Trump possa assecondare questa antica tradizione.

E la cosa sta creando anche qualche agitazione, dal momento che i più accaniti tra i sostenitori stanno popolando le chat dandosi appuntamento a Washington per oggi. Memori di quanto accaduto il 6 gennaio, con alcuni seguaci del movimento coinvolti nell’assalto al Campidoglio, gli influencer più conosciuti negli ambienti di Qanon stanno tuttavia frenando gli “entusiasmi” per evitare che il movimento venga nuovamente delegittimato da un’azione di violenza. Bufale, incitamenti pro Trump, esoterismo e improvvise frenate social sono gli ingredienti di una storia paradossale, che ben fa comprendere quale sia il livello di comunicazione politica negli ecosistemi della destra più estrema.

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