Giulia Buongiorno e l’appello per l’8 Marzo: «Donne di destra, lottate per la parità»

di Gaia Mellone | 08/03/2019

Giulia Bongiorno
  • Giulia Bongiorno intervistata dal Corriere della Sera in occasione dell'8 marzo

  • Il ministro si dissocia dal manifesto di Crotone e lancia un appello alle colleghe di destra: «Non dobbiamo temere di perdere la nostra identità»

  • «La politica italiana è maschilista, noi donne dobbiamo essere più solidali»

In occasione della festa della donna, il Corriere della Sera intervista Giulia Bongiorno, Ministro per la pubblica amministrazione della Repubblica Italiana. Con la “o” finale, come specifica lei durante l’intervista in cui lancia un appello alle donne, comprese quelle di destra: «Lottiamo per la parità».

Giulia Bongiorno: «Basta con il cliché che solo la sinistra sia attenta alla libertà delle donne»

Giulia Bongiorno parla in occasione dell’8 marzo, la festa della donna, e non si può non partire che dal manifesto di Crotone, che secondo il ministro attacca l’idea che «le donne di destra le dobbiamo valorizzare nell’ambito della famiglia come angelo del focolare». Colpa di un cliché: «Spesso si dice che la sinistra è più attenta alla libertà delle donne, all’autodeterminazione, alla parità assoluta, e che la destra lascia più spazio al ruolo della donna tradizionale». Un ritratto ingiusto verso le donne di oggi, comprese quelle di destra. Un  cambiamento di immagine deve esserci, ma «Salvini ha fatto bene a dissociarsi subito». Una nuova immagine di donna deve essere promossa nel modo giusto, e non certo con i toni usati dalla sezione crotonese della Lega.  Giulia Bongiorno si rivolge quindi alle colleghe “di destra”: «Non dobbiamo avere timore di perdere la nostra identità, rivendicando i nostri diritti di donne. È la storia della legislazione a dirci che queste battaglie si devono fare».

«La politica italiana è maschilista, da parte delle donne deve esserci più solidarietà»

Giulia Bongiorno aggiunge anche che purtroppo le lotte che le donne dovranno combattere sono ancora tante, ma che su una cosa dobbiamo imparare dagli uomini: ad essere solidali tra noi. «Gli uomini quando devono raggiungere un risultato riescono a coalizzarsi – dice al Corriere della Sera – Le donne invece hanno quest’ansia di chiarezza e trasparenza» che le porta a dover specificare in continuazione se la collega suscita simpatia o antipatia o se si è in accordo o in disaccordo. Bisognerebbe fare più squadra insomma, perché «nei gruppi di donne è facile che si arrivi a una frattura. Per questo dal femminismo in poi le donne non hanno più fatto grandi battaglie» aggiunge il ministro. Una mancanza di solidarietà e di approfondimento emersa anche con il movimento MeToo, che secondo Bongiorno in Italia è stato «un fallimento». Le donne devono essere unite anche nella politica «decisamente maschilista» del nostro paese: Bongiorno infatti ricorda quando è stata ridicolizzata per aver dato la priorità al reato di Stalking quando era presidente della Commissione Giustizia, e cita anche l’accanimento sessista e maschilista nei confronti di Mara Carfagna e Elena Boschi. In quei casi «c’è stata una catena di solidarietà» e nel giorno della festa della donna, quello è lo spirito da promuovere. Da destra e da sinistra.

(credits immagine di copertina ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)