Franco Locatelli: «Possibile una seconda ondata, ma non sarà come la prima»

di Enzo Boldi | 23/06/2020

Franco Locatelli
  • Le parole del Presidente del Consiglio Superiore di Sanità a Il Corriere della Sera

  • È possibile una seconda ondata in autunno, ma non dovrebbe avere gli stessi effetti della prima

  • Franco Locatelli invita alla prudenza, fino all'arrivo del vaccino

Ci sarà una seconda ondata? Probabilmente sì, ma non dovrebbe avere gli stessi effetti della prima per molti fattori. Questo è il pensiero di Franco Locatelli. Il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità e membro del comitato tecnico-scientifico nominato dal governo all’inizio dell’emergenza sanitaria non ha dubbi sul come l’Italia si farà trovare pronta in vista di un’eventuale ritorno del Coronavirus nel Paese. Il professore sottolinea come la situazione attuale non debba subire evidenti modifiche, cercando di mantenere distanziamenti sociali, almeno fino all’arrivo del tanto agognato vaccino.

LEGGI ANCHE > L’Oms conferma che il desametasone è un potenziale farmaco salvavita contro il Covid-19

La seconda ondata «è una possibilità ma non sappiamo di quale entità. Se anche arrivasse non credo avrebbe le dimensioni della prima, anzi sarebbe altamente improbabile vivere un’esperienza paragonabile a quella di febbraio-aprile – ha spiegato Franco Locatelli a Il Corriere della Sera -. E questo per diversi motivi: la maggiore capacità di intercettare i positivi, l’organizzazione degli ospedali, le norme di comportamento, la disponibilità di mascherine grazie al lavoro del commissario Arcuri. Più di questo contro un virus respiratorio non si può fare».

Franco Locatelli e la probabile seconda ondata Covid

L’Italia ha pagato sulla propria pelle l’arrivo del Coronavirus, giunto nel nostro Paese ufficialmente a fine gennaio con l’individuazione di quella coppia di turisti cinesi soccorsi, curati e guariti grazie al lavoro del personale medico-sanitario dell’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma. L’analisi epidemiologica, però, ha dimostrato come il virus fosse arrivato da noi molto prima. Le ultime ricostruzioni parlano di metà dicembre, ma si potrebbe addirittura pensare al mese precedente. Sta di fatto che questa dolorosa esperienza potrebbe garantire all’Italia una prontezza di riflessi in caso di seconda ondata che, secondo molti esperti, potrebbe presentarsi nel corso della prossima stagione autunnale.

L’attenzione in attesa del vaccino

Per questo, come sottolinea Franco Locatelli, occorre mantenere alta l’attenzione sia dentro che fuori il nostro Paese. All’interno dei nostri confini bisogna evitare comportamenti sconsiderati; all’esterno occorre tenere d’occhio la situazione in altri Stati dove la pandemia mostra ancora numeri elevatissimi in termini di contagi e vittime. Il tutto in attesa del vaccino che, anche secondo il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, è l’unico modo per sconfiggere definitivamente il virus e la paura. Per tornare a una vita normale.

(foto di copertina: da Di Martedì. La7)