Per fermare l’odio su Twitter bisogna far vergognare le persone

Uno studio chiarisce come si possa arrivare a diminuire l'odio su Twitter puntando su avvertimenti educati che facciano vergognare chi li riceve

23/11/2021 di Ilaria Roncone

Far vergognare le persone per il linguaggio utilizzato e ricordare loro le conseguenze delle loro azioni su Twitter può funzionare nell’ottica di combattere l’odio online. Questo il risultato di una ricerca pubblicata dalla Cambridge University Press per conto del Center for Social Media and Politics della New York University. Secondo i risultati ottenuti dai ricercatori la strategia migliore – e che ha riscontrato risultati concreti – su Twitter per diminuire l’odio nei dibattiti è quella di chiedere gentilmente alle persone di smetterla. E più gentilmente si parla, più la richiesta sembra essere efficace contro l’odio su Twitter.

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Combattere l’odio su Twitter con la gentilezza

Sembrerebbe strano a dirsi ma i risultati della ricerca – che comunque necessita di essere approfondita ulteriormente – restituiscono che con l’educazione si combatte l’odio e che maggiore è l’educazione, maggiore è il risultato. Il punto è fare leva sul senso di vergogna che prova una persona che, pubblicamente, si vede richiamare in maniera delicata ed educata per un comportamento sbagliato che può portare al ban su una piattaforma social con un regolamento preciso come Twitter.

Quali sono le condizioni perché questa tecnica funzioni? Gli avvertimenti devono essere diretti agli account giusti e formulati nel giusto modo, con il giusto livello di educazione e delicatezza. Scientificamente parlando, quello che si scatena con un simile atteggiamento è il senso di vergogna in chi si vede avvertito pubblicamente. In questo modo si possono convincere le persone a cambiare atteggiamento. Quante persone? «I nostri risultati mostrano che un solo tweet di avvertimento inviato da un account con non più di 100 seguaci può diminuire il rapporto di tweet con linguaggio odioso fino al 10%», concludono gli autori dello studio citato su Gizmondo. Con tweet formulati in maniera anche più educata si sono registrate punte di diminuzione dei discorsi di odio fino al 20%.

Qualche esempio per chiarire

Che cosa vuol dire tweet formulati in maniera educata? Nello studio vengono forniti degli esempi e viene spiegata la metodologia che ha portato a questo risultato.  Gli autori della ricerca hanno identificato e isolato gli utenti a rischio sospensione per la violazione delle linee Twitter sull’incitamento all’odio che, a loro volta, seguivano almeno un altro account recentemente sospeso per la stessa ragione. Creando degli account appositi per l’interazione, i ricercatori hanno provato ad avvertire gli utenti selezionati del possibile impatto del loro linguaggio.

«L’utente @account che segui è stato sospeso, e sospetto che questo sia stato a causa del linguaggio odioso – riporta un esempio – Se continui a usare un linguaggio d’odio, potresti essere sospeso temporaneamente». Si punta, quindi, sull’avvertimento e sulle potenziali conseguenze del gesto già fatto da qualcuno nella loro rete che causa imbarazzo. L’imbarazzo, in questo caso, ha avuto l’effetto di cambiare il comportamento delle persone.

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